Il natale ecosolidale di Legambiente per le zone colpite dal sisma

ROMA- Quest’anno a Natale si possono aiutare i giovani imprenditori colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto, regalando il box “EcoNatale” di Legambiente. Legambiente ha deciso, infatti, di destinare il 10% dei ricavi dell’EcoNatale 2016, con cui si sostengono le  attività e le iniziative dell’associazione, alla campagna di raccolta fondi “La rinascita ha il cuore giovane”, promossa insieme a Libera, Associazione Cooperative Italiane Giovani, Federparchi, Altromercato, Alce Nero e Fondazione Symbola, a favore dei giovani che vivono nei Comuni terremotati, lavorano in aziende locali danneggiate o hanno progetti per sviluppare nuove attività economiche. Obiettivo della campagna è sostenere la ricostruzione del tessuto produttivo di un territorio così tragicamente ferito lavorando su una nuova economia civile, ecologica e solidale, perché se non rinasce l’economia, quei borghi sono destinati a scomparire.

Nel nostro Paese ci sono tantissime realtà che attraverso i loro prodotti raccontano la storia e la bellezza dei territori e delle comunità che ci vivono. Prodotti che uniscono tradizione e innovazione, creando qualità e occupazione; prodotti che creano valore e che promuovono la sostenibilità; prodotti messi a disposizione da numerose aziende e che compongono la confezione regalo EcoNatale.
Si può scegliere tra tre confezioni, rispettivamente A da 20, B da 30 e C da 50 euro, realizzate in cartone riciclato, che conterranno prodotti tipici locali e di qualità, dalla pasta pugliese al vino toscano, dai capperi di Pantelleria ai torroni sardi, dalla pasta biologica di un’azienda di Amatrice a un prestigioso panettone artigianale siciliano, conferiti da imprese che hanno deciso di sostenere questa iniziativa.

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Cultura Crea, per valorizzare il sud e il non profit

ROMA – Sostenere le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: è questo l’obiettivo di “Cultura Crea”, il programma con una dote di 114 milioni di euro promosso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e gestito da Invitalia.
L’iniziativa non solo è destinata a finanziare le nuove imprese che vogliono operare nella filiera culturale e creativa ma anche ai piani di investimento e sviluppo da parte di aziende già esistenti, onlus o cooperative che puntino a valorizzare le risorse culturali del territorio.

Sono finanziabili programmi di investimento fino a 400mila euro e possono fare domanda ad Invitalia anche team di persone fisiche che intendono avviare successivamente un’impresa. Tra le azioni da proporre c’è la creazione di prodotti o servizi innovativi per l’organizzazione, l’archivio e l’accesso ai dati sull’industria culturale; oppure l’avvio di attività legate al restauro e alla manutenzione e al recupero del patrimonio culturale, alle modalità di fruizione, ai nuovi format narrativi, alla comunicazione e promozione delle risorse culturali, o ancora l’ingegnerizzazione di attività gestionali di beni e attivtà culturali. Per saperne di più è possibile visitare il sito internet del MiBAC.

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Stati generali del Sud per la raccolta differenziata, Ottaviano protagonista

NAAPOLI- Il Comune di Ottaviano, insieme a quello di Barletta, Bagheria (Palermo) e Lanusei (provincia dell’Ogliastra) sarà il protagonista degli Stati generali del Sud  per la raccolta differenziata di carta e cartone. L’evento, organizzato da Comieco e Regione Campania, si terrà venerdì 21 e sabato 22 ottobre al teatro San Carlo di Napoli. Si tratta di due giorni dedicati ad amministratori, istituzioni e operatori del settore per fare il punto sulla raccolta di carta e cartone nel Sud Italia. Verranno analizzati casi di successo ed elaborate nuove strategie, per incrementare i dati di raccolta della carta e del cartone nel Meridione. Tra i casi di successo, ci sarà il Comune di Ottaviano: il sindaco Luca Capasso interverrà venerdì 21 (con inizio alle 15), insieme a Pasquale Cascella, sindaco di Barletta, Patrizio Cinque, sindaco di Bagheria, Davide Ferreli, sindaco di Lanusei. La giornata sarà introdotta dall’intervento di Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Spiega il sindaco Luca Capasso: “E’ un motivo di grande soddisfazione essere stati coinvolti in questa iniziativa. In questo anno la percentuale di differenziata è rimasta tra il 78 e l’80 per cento, mantenendosi sempre costante nel corso dei mesi. La percentuale di carta e cartone fino a settembre ha superato il 35 per cento e puntiamo con serenità al 40 per cento entro la fine dell’anno, surclassando di gran lunga la media nazionale. Un risultato raggiunto grazie all’impegno del personale del Comune, della ditta che gestisce il servizio, del consigliere delegato Giorgio Marigliano e soprattutto di tutti i cittadini”.

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“Riapriamo la ludoteca di Forcella”: l’appello dell’Associazione Annalisa Durante

NAPOLI- Un ambiente sicuro e protetto in cui divertirsi, stringere amicizie, avvicinarsi a valori come il rispetto reciproco e la condivisione. Tutto questo era, per i piccoli di Forcella, la Ludoteca “Annalisa Durante”. Situata al piano terra dell’omonima scuola dell’infanzia, dal 2006 al 2011 ha accolto centinaia di bambini, che qui trascorrevano i pomeriggi tra compiti, giochi, teatro. Ora l’Associazione “Annalisa Durante” lancia un appello per riaprirla e ridare ai ragazzini del quartiere uno spazio in cui crescere lontano dai pericoli della strada. «La Ludoteca è stata una delle prime iniziative importanti dell’Associazione “Annalisa Durante” – spiega a Comunicare il Sociale il Presidente Giuseppe Perna –, realizzata con il sostegno della Fondazione Cannavaro-Ferrara. Occupava tre locali all’ingresso della scuola, proprio di fronte a “Piazza Forcella” – lo spazio comunale dedicato alla memoria della ragazza uccisa dalla camorra nel 2004, che oggi ospita una sala teatro, un grande open space e una biblioteca gestita dell’Associazione, ndr –. Dopo l’inaugurazione, a cui parteciparono i calciatori Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara, per cinque anni è rimasta aperta tutti i pomeriggi, dalle 16 alle 19. I bambini erano talmente numerosi che fummo costretti a organizzare dei turni. Con loro mettemmo in scena anche uno spettacolo teatrale al vicino Trianon».

L’APPELLO – Questa bella realtà ha chiuso i battenti nel 2011, soprattutto per la mancanza di supporto da parte del Comune e l’impossibilità di acquistare materiali e pagare gli operatori. «Nel frattempo abbiamo aperto la biblioteca all’interno di “Piazza Forcella”, attorno alla quale si è creata una fitta rete di associazioni: da qui è emersa l’esigenza di riaprire quello spazio ludico, un luogo in cui i bimbi possano non solo imparare ma anche divertirsi», continua Perna. Il Comune di Napoli e la Onlus “I Maestri di Strada” si sono attivati per rimettere in sesto i locali abbandonati della ludoteca, mentre Assogioca, l’Associazione Gioventù Cattolica, ha già messo a disposizione i volontari del Servizio Civile per l’attività di doposcuola; Giuseppe Perna e il papà di Annalisa, Giannino Durante, insieme all’Associazione di promozione culturale “Venti di Speranza”, si rivolgono ai privati lanciando una campagna di solidarietà in cui ciascuno può donare giocattoli, arredi, materiale di consumo oppure “tempo”, per assicurare la riattivazione di un primo, stabile servizio pomeridiano.

PER AIUTARE – Per offrire giocattoli o arredi è possibile contattare “Venti di Speranza” al numero 393/9773909. Chiunque volesse dedicare, invece, un po’ del proprio tempo libero a questa iniziativa può inviare un’e-mail all’indirizzo bibliotecadurante@gmail.com.

di Paola Ciaramella

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LA DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL: L’AMERICA CENTRALE GIRA LE SPALLE A CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE DALLA VIOLENZA

I governi dell’America centrale stanno alimentando un’acuta crisi dei rifugiati evitando di contrastare la violenza rampante e gli elevatissimi tassi di omicidio che costringono centinaia di migliaia di persone alla fuga da El Salvador, Guatemala e Honduras. È quanto ha dichiarato Amnesty International, in un rapporto intitolato “Casa dolce casa? Il ruolo di El Salvador, Guatemala e Honduras nel peggioramento della crisi dei rifugiati”. Il rapporto analizza come questi tre paesi non solo non proteggano le persone dalla violenza ma non riescano neanche a sviluppare un programma di protezione per coloro che vengono respinti da Messico e Usa in situazioni in cui si rischia la vita.

“El Salvador, Guatemala e Honduras sono diventate zone di guerra, dove le vite sembrano sacrificabili e milioni di persone vivono nel costante terrore di cosa i gruppi criminali o le forze di sicurezza possano fare a loro o ai loro cari. Questi milioni sono ora i protagonisti di una delle meno visibili crisi dei rifugiati del mondo” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. “Anche se è vero che paesi come Messico e Usa vengono clamorosamente meno al dovere di proteggere i richiedenti asilo e i rifugiati del Centroamerica, sono El Salvador, Guatemala e Honduras che dovrebbero assumere un ruolo in questa crisi e prendere misure per affrontare i problemi che costringono queste persone a lasciare le loro case” – ha aggiunto Shetty.

“Milioni di persone sono dimenticate, vittime di paesi che non assumono la responsabilità di dar loro la protezione internazionale di cui necessitano nonché dei loro stessi governi, incapaci e non disposti a tenerle al riparo dalla fine più tragica” – ha proseguito Shetty.  In El Salvador, negli ultimi tre anni, i tassi di omicidio sono saliti alle stelle a causa di scontri tra bande rivali per il controllo del territorio. Anche quelli di Guatemala e Honduras sono tra i più elevati al mondo. Le Nazioni Unite classificano El Salvador come uno dei paesi più mortali al mondo in cui non vi sia una guerra: nel 2015 vi sono stati 108 omicidi ogni 100.000 abitanti. In Honduras e Guatemala, i tassi di omicidio sono stati rispettivamente di 63,75 e 34,99 omicidi ogni 100.000 abitanti.  I giovani sono spesso anche costretti con la forza ad aderire ai gruppi criminali mentre le bambine sono obbligate a diventare “le donne dei capi” e non poche volte subiscono violenza sessuale.

I negozianti e gli autisti di mezzi pubblici subiscono regolarmente estorsioni e sono costretti a pagare “tasse” alle gang che controllano la loro zona. Chi non segue queste regole non scritte subisce violenza o viene ucciso. Molti bambini hanno detto ad Amnesty International di aver abbandonato la scuola a causa della violenza dei gruppi criminali e di essere costretti a trascorrere tutta la giornata a casa. Il ministro dell’Istruzione salvadoregno ha reso noto che nel 2015 39.000 alunni hanno lasciato la scuola a causa delle vessazioni o delle minacce della criminalità, una cifra tre volte superiore a quella del 2014 (13.000). Il sindacato degli insegnanti sostiene che il numero reale potrebbe essere di oltre 100.000 abbandoni. In alcuni casi, sono le forze di sicurezza a perseguitare e attaccare i bambini, accusandoli di far parte delle gang.

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