L’Associazione Sanitansamble indice un nuovo bando per l’ampliamento delle attività formative e musicali già esistenti per l’Orchestra Giovanile Sanitansamble. Giovani talenti di età compresa tra i 14 e i 21 anni potranno essere accolti e ricevere una formazione musicale e orchestrale nell’ambito di un progetto dall’alto valore formativo e culturale. In particolare, si ricercano strumentisti per le seguenti sezioni:
– n° 13 Archi (6 violini, 3 viole, 2 violoncelli, 2 contrabbassi);
– n° 12 Fiati (3 oboi, 1 corno, 2 fagotti, 2 flauti, 2 clarinetti, 2 trombe).
Le domande di ammissione alle selezioni dovranno pervenire nei termini e con le modalità del bando entro le ore 20:00 di sabato 30 aprile 2018. Le selezioni si svolgeranno il giorno sabato 5 maggio dalle ore 9:00 presso la Basilica di San Severo Fuori le Mura, in Piazzetta San Severo a Capodimonte 81 a Napoli. Sanitansamble aderisce al Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia. Il bando, promosso in collaborazione con l’Associazione L’Altra Napoli Onlus e la Fondazione San Gennaro, è possibile scaricarlo dai seguenti siti: sanitansamble.italtranapoli.itfondazionesangennaro.org
ROMA- Amnesty International presenta l’indagine, realizzata in collaborazione con Doxa, “Gli italiani e le discriminazioni” e spiega cosa ne pensa il Paese dell’incidenza in Italia e nel mondo dei fenomeni di violenza di genere, omofobia, bullismo. Lo studio, realizzato su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (18-70 anni), è stato presentato dall’organizzazione che dà così il via alla campagna di raccolta fondi con il 5×1000. I dati emersi su queste forme di discriminazione non sono incoraggianti. Per sei italiani su dieci la violenza sulle donne è aumentata in questi ultimi anni e sempre più spesso si sentono notizie in cui si parla di femminicidio. Ma, a pensarla così, sono quasi 7 donne su 10, contro il 50% degli uomini. C’è un restante 40% di italiani per i quali il fenomeno è rimasto invariato e che se ne parla di più in ragione dello spazio che a determinate notizie viene dato da media e social media. A minimizzare il problema sono soprattutto gli uomini: il 47 per cento di loro risponde così contro il 30% delle donne. “Le discriminazioni, in ogni loro forma, sono ancora oggi all’ordine del giorno e sappiamo che c’è ancora tanto da fare” dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Che sottolinea come dall’indagine Doxa emerga una maggiore consapevolezza degli italiani, che iniziano a vedere il problema. Valutazioni confermate dai preoccupanti dati sulle discriminazioni in Italia. Infatti, nel 2017, dei 355 omicidi commessi, 140 sono femminicidi. Di fatto, sebbene il numero degli omicidi commessi nell’ultimo anno sia diminuito dell’11% dal 2016 e del 25% negli ultimi 4 anni, il numero dei femminicidi è rimasto invariato. Ma le donne non sono le uniche a subire discriminazioni.
LE DISCRIMINAZIONI BASATE SULL’ORIENTAMENTO SESSUALE – Il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati. D’altronde è stato oggetto di insulti e umiliazioni il 35,5% della popolazione Lgbti contro il 25,8% degli eterosessuali. E, in generale, il 40,3% delle persone Lgbti afferma di essere stato discriminato nel corso della vita, il 24% a scuola o in università mentre il 22% sul posto di lavoro. La consapevolezza c’è, ma anche un evidente retaggio culturale che continua a camminare in direzione opposta. Questo, infatti, è il Paese dove il 55,9% si dichiara d’accordo con l’affermazione “se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati”, mentre per il 29,7% “la cosa migliore per un omosessuale è non dire agli altri di esserlo”. L’Italia è spaccata. “La legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso, approvata a maggio 2016 dal Parlamento – spiega l’indagine – è considerata come un passo di civiltà per un italiano su due, che vede un reale cambiamento nei diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni”. L’86% degli italiani pensa che le persone omosessuali debbano avere gli stessi diritti degli altri, dato in aumento rispetto al 72% di una ricerca pubblicata nel 2016. Ma per le coppie omosessuali c’è ancora tanto da fare e questo viene confermato da un italiano su cinque per cui, nonostante i progressi fatti, le coppie omosessuali sono ancora vittime di omofobia.
LA PAURA DEL BULLISMO – In molti casi, discriminazioni e violazioni dei diritti umani avvengono già tra i ragazzi. Altro fenomeno in crescita, infatti, secondo sette italiani su dieci, è quello del bullismo. Quasi la metà degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento del fenomeno proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media. Un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all’odio e alla discriminazione presente sui media. Per un italiano su quattro, invece, il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. La verità è che in Italia, un ragazzo o una ragazza su due, tra gli 11 e i 17 anni, ha subìto episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioè subisce prepotenze più volte al mese. Se il bullismo non è un fenomeno nuovo, sicuramente lo è il cyberbullismo. Secondo i dati Istat, il 22% dei ragazzi italiani che utilizzano Internet e smartphone (oltre il 90%) sono derisi e umiliati in rete. Per quasi il 6%, più di 210mila di loro, ciò avviene più volte al mese.
Anche quest’anno al fianco di Amnesty International a sostegno della campagna e della lotta alle discriminazioni c’è chef Rubio, artefice di ricette di solidarietà per persone e situazioni disagiate, dal ‘pasto sospeso’ per migranti e indigenti alle lezioni di cucina in carcere per i detenuti. “Confermo la mia scelta – spiega – perché la tutela dei diritti umani riguarda tutti noi ed è fondamentale continuare nelle grandi battaglie per affermare i diritti di chi non ha voce, sia in Italia che nel mondo”.
NAPOLI- Presentato lo spot ufficiale del Napoli Bike Festival. Protagoniste le bici chopper dal design unico, realizzate delle sapienti doti artigiane di Carmine Spiniello, produttore e collezionista di bici custom, guidate da una simpatica comitiva di ciclisti hippy. Riconfermata la regia di Stefano Russo, dopo il successo dello spot dell’ultima edizione con la partecipazione di Fabio De Caro, mentre per quest’anno ruolo da protagonista al femminile con Mariasilvia Malvone. Bicycle Revolution, è il tema dell’edizione 2018. Rivoluzione è girare al contrario, scardinare l’ordine a cui siamo assuefatti, rivoluzione è ribaltare il punto di vista in modo da potere osservare le cose da un’altra prospettiva. Questo è quello che fa la bici e chi la usa. Lo spot si concentra sulla rivoluzione individuale della protagonista e su quella collettiva del gruppo di bikers. Lo spot è prodotto da Napoli Pedala, che organizza per la settima edizione consecutiva il Festival, che si terrà il 4.5.6 Maggio. Appuntamenti principali il 4 Maggio con il concerto in Galleria Principe di Napoli, di Sandro Joyeux, il 5 maggio con la mega pedalata del #pedaloper che attraverserà tutta la città con partenza alle 17.00 dalla Bicycle House (Galleria Principe di Napoli) ed il gran finale con il bike village per tutta la giornata del 6 maggio dalle 10 alle 19, per la prima volta al Real Bosco di Capodimonte. Programma in aggiornamento su www.napolibikefestival.it
NAPOLI Si intitola “Interventi sulle dipendenze da gioco d’azzardo e altre dipendenze comportamentali” il corso promosso da CSV Napoli e finalizzato alla formazione di operatori volontari capaci di operare nelle attività di prevenzione psico-pedagogica e di contrasto al variegato mondo delle dipendenze comportamentali. 60 ore suddivise in 12 incontri che permetteranno ai corsisti di imparare a riconoscere i segnali precoci dei soggetti che manifestano una dipendenza da comportamenti additivi. Il corso, gratuito, prenderà il via giovedì 3 maggio. Per partecipare compilare il form che segue entro e non oltre giovedì 26 aprile. L’iniziativa è organizzata in collaborazione ed in collegamento con la CAMPAGNA NAZIONALE “METTIAMOCI IN GIOCO”.
ROMA- E’ previsto per questa mattina a Roma, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Consiglio Nazionale del Terzo Settore. Ad annunciarlo sul proprio profilo facebook è Enrico Maria Borrelli, presidente Amesci e componente dello stesso Consiglio. All’ordine del giorno l’ adozione delle linee guida per l’individuazione delle modalità di coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle attività dell’impresa sociale, le linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del terzo settore, le linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del terzo settore, lo schema di decreto per l’adozione delle Linee guida sul bilancio sociale degli enti del terzo settore.