“Molto non è Poco”, raccontare ai bambini la sindrome di Sotos

NAPOLI- Domenica 25 marzo, alle ore 10.30, la libreria Raffaello di Napoli (Via Kerbaker, 35) ospiterà la lettura animata di “Molto non è Poco“, l’albo illustrato, realizzato da Marco Brancato e Sabina Colloredo e edito da Carthusia Milano, la casa editrice da anni attenta a tematiche sociali. Si tratta di un progetto editoriale promosso dall’Associazione C.R.E.A in collaborazione con A.S.S.I. Gulliver, l’Associazione Sindrome di Sotos Italia, costituita nel 2012 da famiglie di persone con la Sindrome di Sotos. Si tratta di una malattia genetica rara, nota anche come “gigantismo cerebrale”, che si accompagna a ritardo cognitivo e psicomotorio.

Da questo lavoro di rete che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza sulle malattie rare e sostenere l’inclusione sociale è nato “Molto non è Poco”, una storia universale per grandi e piccini, che trasmette con delicatezza e al contempo grande forza il valore della diversità, in tutte le sue forme e sfumature e che vuole raccontare, soprattutto ai più piccoli, cosa significa vivere con la Sindrome di Sotos o più in generale con una disabilità. Il libro sarà illustrato da Nunzia Guerrizio, lettrice esperta di storie per l’infanzia, nell’ambito di un laboratorio creativo che vedrà coinvolti bambini dai 6 ai 10 anni insieme ai propri genitori. La partecipazione è gratuita. info all’indirizzo  www.assigulliver.it

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Lavorare non scongiura il rischio povertà. Secondo il Censis c’è forte disparità tra nord e sud del Paese

ROMA- Utilizzare le parole lavoro e povertà nella stessa frase può sembrare un ossimoro. Purtroppo non è così, oggi lavorare non scongiura il rischio povertà per il futuro. È quanto emerge dallo studio “Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?” condotto da Censis e Confcooperative. Sono 5,7 milioni i lavoratori che, qualora non dovesse essere invertita la rotta, potrebbero andare ad ingrossare la fetta di poveri entro il 2050. Una situazione paradossale. Lo studio evidenzia che i motivi fondanti di questa disastrosa previsione sono il tardivo ingresso nel mondo del lavoro e la discontinuità contributiva. Un’altra enorme disparità che viene fuori dal documento è quella relativa alle pensioni. Risulta marcatamenete evidente una discriminazione tra generazioni. Nel confronto fra la pensione di un padre di oggi e quella prevedibile del proprio figlio si calcola un divario del 14,6 per cento. L’attuale sistema pensionistico garantisce ad un lavoratore andato in pensione nel 2010 e che ha accumulato trentotto anni di contributi versati in maniera continuativa l’84,3 per cento dell’ultima retribuzione.

Il Sud- Il dettaglio regionale evidenzia una forte disparità socio – economica tra nord e sud. In questo senso quello più rappresentativo è il dato riguardante i Neet, acronimo inglese che in italiano indica giovane tra i 18 ed i 34 anni non impegnati né nello studio, né nel lavoro. Dal rapporto emerge che quelli tra i 25 edi 34 anni sono 2 milioni. Oltre la metà, 1,1 milioni al sud. Leggendo ancor più il dato per singole regioni si nota che 700mila circa sono concentrati tra Sicilia (317mila) e Campania (361mila).

La Campania è la regione che maggiormente è stata colpita da questo fenomeno. Sui 361mila Neet di questa regione il tasso di occupazione arriva solo al 40,6 per cento. Peggio, in termini percentuali, solo la Calabria col 35,7 e la Sicilia col 40,1. In termini assoluti in Campania restano di più, così come per il tasso di disoccupazione che in questo regione arriva al 30,4 per cento, mentre il tasso di inattività al 41,7. “Il numero di giovani che non lavorano e non si formano in Campania è ancora troppo alto. È una piaga sociale – ha dichiarato all’indomani del rapporto il presidente di Confcooperative Campania, Antonio Borea – che riguarda il bene comune dei nostri territori: stiamo rischiando di perdere un’intera generazione. La Campania è un territorio giovane, ma incapace di trattenere risorse umane e di orientare i ragazzi ad intercettare i loro talenti e le loro passioni”.

 

di Ciro Oliviero

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Papa Francesco telefona a Nunzia, volontaria ischitana malata di cancro

NAPOLI- Ha dedicato la sua vita agli ultimi e anche ora che affronta un male oscuro, più grande di lei, non li ha dimenticati. Nunzia Mattera vive a Ischia e sull’isola Verde è nota per la sua immensa generosità. Da più di due anni ha fondato la “Catena Alimentare”, un’associazione che aiuta famiglie in difficoltà, lontano dai riflettori e dal clamore mediatico. E così quando la sera dell’11 marzo Papa Francesco ha telefonato, Nunzia non ha chiesto nulla per sé e per la battaglia che affronta da molto tempo contro un cancro. “Mi raccomando, Santità, mettete la nostra Casamicciola nelle vostre preghiere”. È tutto raccontato in un video realizzato dal figlio della donna sessantenne, Cesare Gravina, che è stato postato su Facebook per testimoniare l’incredibile conversazione. Un colloquio di un minuto e mezzo tra la donna e il Papa che promette di pregare per Nunzia e per la sua terra colpita da un terribile terremoto lo scorso 21 agosto e che oggi, ancora non riesce a rialzarsi abbandonata tra le sue macerie. “Ho fatto un sogno Santità -racconta Nunzia al Papa- ho sognato che venivate in elicottero e mi avete tenuto abbracciata come un papà fa con una figlia. Ho solo un sogno prima di andarmene, vorrei tanto incontrarla”. “Invece di arrivare con l’elicottero sono arrivato con il telefono”, risponde il Papa che questo fine settimana sarà a Pietralcina e perché no, proprio sull’isola Verde per realizzare il desiderio di questa donna, anche se al momento pare che non ci saranno cambiamenti nel viaggio del Pontefice. Il video in pochissimo tempo ha fatto il giro del web, non solo per testimoniare l’incredibile semplicità di Papa Francesco, a cui ormai siamo abituati, ma soprattutto la storia di Nunzia che anche in un letto, allo stremo delle forze, continua a lottare per la sua terra. Non più di due settimane fa il Sindaco del Comune di Ischia le ha conferito un encomio solenne “per il notevole impegno profuso a favore delle fasce più deboli del territorio, esempio di vera e disinteressata solidarietà”. A raccontare la storia di Nunzia Mattera al Papa è stato Monsignor Pietro Lagnese, il Vescovo dell’isola. Al termine della telefonata il Papa promette di pregare per lei; ed è proprio quando la conversazione si conclude che il video mostra la commozione della donna, anche se solo per pochi secondi. Il resto di quella emozione è privato, lontano dal clamore mediatico. Come tutto quello che Nunzia ha sempre fatto per gli altri.

di Clara Marino

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Spreco alimentare: Acli Napoli cerca associazioni per la distribuzione del cibo in eccedenza

Le Acli provinciali di Napoli, da tempo impegnate nella lotta allo spreco alimentare, danno il via ad un progetto di raccolta e ridistribuzione delle eccedenze alimentari a sostegno di chi vive in condizioni di disagio e marginalità.

Scopo dell’iniziativa è di promuovere comportamenti responsabili e solidaristici coinvolgendo l’intero territorio nel sostegno alle nuove forme di povertà. Sono già tante le realtà imprenditoriali della ristorazione, del commercio e della distribuzione ad aver sostenuto il progetto, permettendo di avviare una rete di recupero delle derrate alimentari in eccedenza.

Adesso tocca al terzo settore: l’invito delle Acli è quello di aderire, in tanti, al progetto affinché nulla di ciò che viene recuperato venga sprecato, piuttosto ridistribuito tra Napoli e provincia alle tante persone in stato di bisogno.

Per partecipare ed entrare a far parte di questa grande rete di solidarietà scrivi a aclinapoli@acli.it indicando nella mail il nome della associazione/cooperativa/ente, il territorio in cui opera, i contatti di un referente (telefono e mail).

Per maggiori informazioni sul progetto:
ACLI Napoli
0815634967
3669091506

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Povertà, Gazzi (assistenti sociali): “Iniquità il vero dramma, serve coraggio”

ROMA – “I dati resi ieri da Bankitalia sul livello raggiunto nel nostro Paese dalla povertà sono molto preoccupanti. Uniti a quelli che mostrano l’ulteriore espandersi di una diseguaglianza ormai strutturale tracciano un quadro complessivo assolutamente inaccettabile. I dati di Via Nazionale mostrano come bene abbia fatto il Governo a varare le misure che costituiscono il reddito di inclusione ma mostrano anche che è necessario rafforzare maggiormente quelle misure i cui effetti positivi, però, si potranno percepire solo tra alcuni mesi”.
Così Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali sui dati sulla povertà diffusi da Bankitalia.
“E’ inaccettabile – dice ancora Gazzi – che chi già ora è in condizione di povertà, o rischi di esservi trascinato, veda aumentare la probabilità di diventare povero mentre chi è ricco abbia la concreta possibilità di diventarlo ancora di più: una situazione intollerabile per un Paese che voglia dirsi civile”.
“Forse è questo il primo vero banco di prova su cui dovranno cimentarsi il nuovo Parlamento e successivamente il Governo. Nessuna ricetta miracolistica, ma una strategia attenta che parta da quanto già in essere rinforzando e ampliando gli strumenti di sostegno e prevenzione”, conclude il presidente degli assistenti sociali italiani.

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