18 Apr, 2025 | Comunicare il sociale
Il week-end di Pasqua si tinge di musica con “ETERNAMENTE”, ultimo singolo della cantautrice e performer SHARA, presente su tutte le piattaforme musicali digitali internazionali.
In poche ore superate le ottantamila visualizzazioni su YouTube per il video del brano, scritto e composto interamente dalla stessa Shara con l’obiettivo di supportare l’iniziativa benefica “VENTO DEL SUD FOR AFRICA”.
“Trattandosi di una canzone con una evidente finalità sociale ricollegata all’Africa – spiega Shara, al secolo Sarah Ancarola – ho pensato di rendere omaggio a questa terra con un ritornello in lingua swahili, la cui traduzione è stata condotta da Suor Aline, una suora di origini africane, coinvolta e fortemente attiva nel progetto benefico ‘Mulagi Mission’”. Mulagi è un piccolo villaggio dell’Uganda orientale che si è sviluppato grazie alla costante opera della Fondazione I Care, organizzazione nata a Napoli grazie all’opera delle Ancelle Eucaristiche di Melito (NA), supportate da un gruppo di volontari dediti alla missione, e attiva sin dagli anni Novanta sul territorio africano.
“Eternamente – commenta Shara – nasceva per supportare l’iniziativa benefica originariamente chiamata “Vento del Sud for Mulagi”, un grande concerto che si sarebbe dovuto tenere il 28 febbraio 2020 e che venne rinviato per via dell’esplosione del Covid”. Esattamente cinque anni più tardi, il 28 febbraio 2025, quel concerto/evento ha avuto luogo al Teatro Mediterraneo di Napoli, registrando un incredibile e luminoso sold out.
“Un brano che parla di inclusione non poteva non contenere un tocco ‘black’ e così è stato anche per il videoclip, che ho fortemente voluto girare in una struttura nata con l’obiettivo di accogliere e incentivare lo sviluppo di rapporti sociali orizzontali tra le persone, all’insegna dell’apertura e del confronto” spiega la Ancarola, raccontando la scelta di girare il video – diretto dal regista Gaetano Acunzo – negli spazi dello ‘Scugnizzo Liberato Bene Comune’ di Napoli: “Le relazioni tra gli esseri umani sono esse stesse un Bene Comune, proprio come ci insegna lo Scugnizzo Liberato. Il tentativo è di promuovere una socialità libera, egualitaria e consapevole”.
L’arrangiamento del brano è firmato dal produttore Gianluca Carbone, che – in fase di registrazione – ha pensato di far affiancare alla vocalità di Shara quella di Djarah Kan, attivista culturale, scrittrice e cantante italo-ghanese.
Cantante dalla voce ampia, calda e duttile, ma anche songwriter, designer e produttrice, Shara è una artista eclettica e multiforme. Il suo viaggio nel mondo della musica inizia fin da giovanissima: Dal pop al rock al blues e poi al funky e alla dance, il viaggio di Shara conquista il panorama musicale partenopeo, italiano ed europeo. Sarà Londra, infatti, ad accoglierla più volte e il luogo in cui comporrà brani in lingua inglese.
Nel 2011 Shara getta le basi del Terronian Festival, la kermesse che dal 2012 premia le Eccellenze del Sud. Di lì a poco nasceranno Mediterranea, società di eventi, e l’Associazione Terronian, che Shara guida accanto al noto maestro pizzaiolo napoletano, Salvatore Di Matteo.
Insignita lo scorso anno con il prestigioso Leone d’Oro – Gran Premio Internazionale di Venezia, Shara è una cantautrice, performer e artista che da sempre dà voce al Mezzogiorno e ai sud del mondo. “Perché ogni Sud del Mondo è ricchezza e Cuore pulsante del Mondo Intero”.
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18 Apr, 2025 | Comunicare il sociale
Sarà presentato il 9 maggio a Napoli (ore 17), nell’Istituto Italiano per gli studi filosofici a Palazzo Serra di Cassano, il docufilm ‘Paesaggi Possibili’; l’incontro sarà moderato da Luigi Buffone, project management-Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali.
“Spesso si tende a considerare le discipline come compartimenti stagni, ciascuna con un proprio ambito di applicazione – si afferma in una nota di presentazione – Tuttavia, la storia, l’archeologia, l’antropologia, la botanica e la vulcanologia dialogano tra loro, intrecciandosi inevitabilmente nell’analisi dei fenomeni che studiano.
I legami tra queste materie emergono in maniera spontanea, e solo attraverso uno sguardo attento e approfondito è possibile rivelarli”.
Questa premessa, si sottolinea, “si rivela essenziale per comprendere il background del documentario Paesaggi Possibili, un progetto artistico imbevuto di scienza, realizzato da Claudio Rodolfo Salerno, direttore dell’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali”.
Il documentario nasce come un’indagine visiva e sonora sul territorio vesuviano, frutto di un lavoro di relazioni condiviso con le popolazioni che lo abitano. Attraverso molteplici interventi, il progetto ha esplorato luoghi abbandonati, edifici consumati dal tempo e ruderi in cui il passato sembra essersi cristallizzato. La regia di Claudio Rodolfo Salerno “restituisce un’opera di quarantacinque minuti che fonde arte e scienza in un viaggio visivo e sonoro”. Alla base del docufilm vi è il testo L’evoluzione del Paesaggio Vesuviano, curato dallo stesso direttore dell’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Il volume raccoglie osservazioni e riflessioni sull’evoluzione, naturale e antropica, del paesaggio vesuviano, prendendo come riferimento l’eruzione del 79 d.C., i cui effetti si estesero su un’area molto vasta. Le prime riflessioni sulla realizzazione del testo risalgono al 2017 e si sono sviluppate in un contesto di dialogo tra studiosi, artisti e ricercatori, culminando nel ciclo di conferenze Dialoghi sul Paesaggio Vesuviano del 2019.
Paesaggi Possibili “rappresenta l’estensione visiva e sonora di questa ricerca, poiché vi sono scenari in cui le parole non bastano: servono immagini, suoni e voci per restituire l’anima dei luoghi esplorati”. Il progetto, mettono in evidenza i promotori, “è un work in progress che continua a indagare spazi carichi di memoria e di tracce di vita vissuta. Ambienti domestici, botteghe abbandonate, oggetti quotidiani ormai consumati dal tempo: ogni dettaglio restituisce la presenza dell’uomo e il fluire della storia. Il documentario restituisce la dimensione estetica della fragilità, in un dialogo continuo tra luce e materia, dove il paesaggio abbandonato si rivela attraverso il gioco mutevole delle ombre e delle luci naturali. L’alba svela lentamente i contorni delle rovine, mentre il tramonto amplifica i dettagli, ridando voce a ciò che è stato”.
Ma in questo processo di riscoperta si insinua una tensione: la modernizzazione, che spesso minaccia di svuotare i luoghi della loro memoria originaria. La ricerca si interroga su questa fragilità e sul rischio di perdere l’identità di un paesaggio in continua trasformazione.
Il docufilm è il risultato di un lavoro congiunto di artisti e professionisti: Raffaele Riccardi, video editor, Lino Monaco e Nicola Buono, Vesuvian Soundscape, Stefano Piancastelli, fotografo, Anita Pagano, performative voice, Dario Macellaro, Luigi Buffone e Ilaria Cotarella, project management e media, con i contributi artistici di Stefania Sabatino, Felix Policastro, Paola Ricciardi e Gabriele Pierro. I docenti intervistati all’interno del docufilm sono Giuseppe Luongo, vulcanologo, Massimo Ricciardi, botanico, Luciana Jacobelli, archeologa, Maria Rosaria Senatore, paleo-sedimentologa.
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17 Apr, 2025 | Comunicare il sociale
In Campania, riconosciuti quattro nuovi ecomusei. Si tratta del Moss-Ecomuseo diffuso di Scampia, dei Transluoghi-Ecomuseo del Bussento Contemporaneo di Salerno, dell’Ecomuseo dei Picentini-Le Terre di Felicità, sempre nel salernitano e dell’EcuRu-Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia ad Avellino. La Regione Campania, attraverso l’articolo 4 della Legge regionale 13 del 2023, “Riconoscimento e promozione degli ecomusei della Campania’’, ha attribuito il riconoscimento per l’importanza che tali realtà hanno costituito sui territori operando per la conoscenza, la tutela e la promozione dei beni immateriali e materiali e del patrimonio verde dei loro territori.
Gli Ecomusei, come ricordato durante la conferenza stampa di presentazione nella sede di Chi Rom e Chi No di Scampia dove si trova il Moss, promuovono arte pubblica e sperimentazioni, itinerari paesaggistici e culturali, tradizioni e gestualità, narrazioni e sostenibilità ambientale ed economica, formazione e lavoro in territori complessi e considerati periferici. Al contempo pieni di storie, umanità e biodiversità. Tra gli obiettivi principali della loro nascita è quello di rendere gli ecomusei luoghi ricchi di esperienza e formazione per la fruizione pubblica nonché attrattori culturali.
I quattro ecomusei- L’ecomuseo Moss di Scampia è il primo nella città di Napoli. Lungo i percorsi si trovano installazioni artistiche e temporanee, che è possibile conoscere attraverso passeggiate sociali nel quartiere a Nord del capoluogo le varie lotte per la resistenza, sviluppo e valorizzazione del territorio. L’Ecomuseo dei Picentini-Le Terre della Felicità si snoda in un territorio di 371 km raccordando tutte le componenti culturali, storiche, artistiche, archeologiche, ambientali, gastronomiche e paesaggistico del territorio che comprende diversi comuni di quest’area del salernitano. L’Ecomuseo del Bussento (Sa) permette di vivere sette percorsi tematici percorribili a piedi o in bicicletta, con la possibilità di esplorare l’intero patrimonio culturali e paesaggistico come l’Oasi del WWF, il mulino ad acqua, l’eremo di San Michele, il Museo Etnografico, il Palazzo Baronale, la Ferriera. Visitando l’Ecuru, nell’avellinese, si ha la possibilità di conoscere le realtà contadine attive che sino agli anni ’50 capaci di avere l’accesso all’acqua, all’energia, al riscaldamento, alla refrigerazione, essicazione, conservazione dei cibi e la loro produzione utilizzando le risorse naturali in un modo oggi non più sperimentato.
di Antonio Sabbatino
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17 Apr, 2025 | Comunicare il sociale
Dopo la grande partecipazione delle passate edizioni, con oltre 200 candidati alle selezioni, si apre il terzo ciclo di Audiovisual Napoli Hub, il percorso di formazione professionale, completamente gratuito, nel settore della produzione audiovisiva e cinematografica, destinato a giovani a rischio di marginalità sociale, culturale ed economica, dai 18 ai 29 anni, residenti nei Comuni della Città Metropolitana di Napoli.
Promosso da Altra Napoli EF e Apogeo ETS, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e con la partnership delle associazioni Amici di Peter Pan, Il Grillo Parlante Onlus, IPE e Sanitansamble EF, il progetto si avvale del prezioso supporto di aziende e fondazioni private: Fondazione CON IL SUD, che aveva già raddoppiato i contributi raccolti, Fondazione CDP, Fondazione Bracco, Reale Foundation, Fondazione Haiku Lugano, UniCredit, Entain Foundation, Cesare Attolini.
L’offerta formativa è articolata in corsi teorico-pratici e masterclass specialistiche. Il programma didattico prevede una formazione completa in progettazione e riprese video, montaggio, post-produzione e lavorazione del suono, fornendo ai partecipanti tutte le competenze necessarie per inserirsi nel settore audiovisivo. I lavori realizzati dai partecipanti dei primi due cicli formativi, sono visionabili sul sito e sui canali social ufficiali del progetto.
Le masterclass rappresenteranno un momento di alta formazione, con la partecipazione di esperti del settore e rappresentanti di importanti realtà come Prime Video, Sky, Netflix, Cinecittà e l’Accademia del Teatro alla Scala. Questi partner contribuiranno all’offerta didattica attraverso lezioni di alto livello formativo, tenute da alcuni dei loro executives, aperte anche agli studenti universitari.
Un elemento centrale del percorso restano le esperienze professionali presso importanti realtà nazionali e internazionali del settore culturale, artistico e audiovisivo. I giovani selezionati avranno l’opportunità di lavorare con enti e aziende, partecipare a progetti reali e vivere esperienze su set e festival cinematografici. Prime Video, in particolare, offrirà opportunità di stage sui set di future produzioni locali Amazon Original, permettendo ai partecipanti di applicare sul campo le competenze acquisite.
Il progetto, patrocinato da RAI e dal Comune di Napoli, continuerà ad essere valorizzato dal sostegno della Film Commission Regione Campania e del Cohousing Cinema del Comune di Napoli, oltre che dalla partecipazione di altre prestigiose istituzioni e aziende che operano nel mondo della cultura e dell’audiovisivo, come Accademia di Belle Arti di Napoli, Accademia Teatro alla Scala, Confindustria Radio Televisioni, Teatro di San Carlo, Teatro Bellini e Upside Production. Questa terza edizione coinvolgerà anche nuovi partner di rilievo, i cui nomi saranno presto annunciati. Grandi realtà che contribuiranno ad ampliare il network, arricchendo ulteriormente l’offerta formativa e le opportunità professionali per i partecipanti.
Audiovisual Napoli Hub risponde alla crescente domanda di professionisti nel settore audiovisivo in Campania formando, attraverso docenti ed esperti di fama nazionale e internazionale, figure professionali come operatori di ripresa, montatori video, videomaker, fonici di presa diretta e sound designer.
Il percorso formativo si articolerà in cicli di lezioni frontali e masterclass tenute da esperti del settore e si svolgerà nei 200 mq di spazi riqualificati e messi a disposizione dal Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II in vico Monte della Pietà 1, nel centro storico di Napoli.
Il programma prevede, al termine del percorso, l’assegnazione dell’Open Badge Audiovisual Napoli Hub, rilasciato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e riconosciuto a livello internazionale.Il bando resterà aperto fino al 30 aprile 2025.
Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale di Audio Visual
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17 Apr, 2025 | Comunicare il sociale
“La lotta all’HIV procede troppo lenta e non sta dando i risultati sperati, quelli che dovrebbero garantire la fine dell’epidemia entro il 2030, come stabilito dalle Nazioni Unite. Nonostante i progressi della ricerca scientifica e delle terapie antiretrovirali, la mancanza di informazione, la scarsa diffusione della PrEP, lo stigma persistente e il silenzio che ancora avvolge l’HIV impediscono la diminuzione del numero di nuove infezioni. Gli ultimi dati italiani indicano che nel 2023 sono state registrate ancora oltre 2.300 nuove diagnosi, di cui il 60% avvenute quando il sistema immunitario è già compromesso”. Le strategie per rendere nuovamente centrale il tema dell’infezione da HIV nell’agenda politica e sanitaria italiana e rilanciare l’azione pubblica per contrastarne la diffusione sono state al centro di ‘HIV SUMMIT: Ending the HIV Epidemic in Italy’, l’evento che si è svolto oggi a Roma e che ha coinvolto istituzioni, decisori politici, esperti del mondo medico-scientifico e rappresentanti delle associazioni.
Particolare attenzione è stata posta al tema della prevenzione, strumento “chiave” per cambiare rotta e raggiungere l’obiettivo di diminuire drasticamente il numero di nuove infezioni, hanno fatto sapere gli esperti, e sul concetto di U=U (undetectable=untransmittable, cioè non rilevabile, non trasmissibile). L’innovazione terapeutica, infatti, da una parte consente di pensare a una protezione pre-esposizione efficace e flessibile, dall’altra a terapie in grado di abbassare così tanto la carica virale da impedire la trasmissione del virus da parte della persona con HIV.
“Nonostante questi innegabili successi, restano ancora criticità che è necessario affrontare a livello globale- ha fatto sapere nel corso dell’evento il professor Stefano Vella, Infettivologo e docente di salute globale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma- Va garantito un maggior accesso alle terapie sia per prevenire l’infezione sia per curare chi l’ha contratta. La storia dell’HIV ci insegna che ogni traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra ricerca scientifica, attivismo e volontà politica. È questo il modello che dobbiamo rilanciare oggi, per superare le disuguaglianze nell’accesso ai trattamenti, rafforzare l’aderenza terapeutica e rimettere al centro la prevenzione. Solo così potremo davvero parlare di fine dell’epidemia”.
Le opzioni attuali di prevenzione, in particolare la profilassi pre-esposizione (PrEP), non sempre rispondono pienamente alle esigenze di coloro che desiderano o necessitano di protezione contro l’HIV. Per molti, le soluzioni esistenti non sono sufficienti e c’è una crescente richiesta di modalità di prevenzione più accessibili, efficaci e pratiche. “Allo stato attuale, si stima che in Italia ci siano circa 140.000 persone che vivono con l’HIV- ha evidenziato Andrea Antinori, direttore del Dipartimento Clinico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani IRCCS di Roma- Per affrontare davvero l’epidemia, è fondamentale mettere in campo strategie di prevenzione strutturate, che rendano accessibili strumenti come il test per l’HIV, il profilattico e soprattutto la PrEP. Serve un investimento deciso su informazione, cultura della percezione del rischio e servizi territoriali, come i checkpoint, che devono essere rafforzati anche grazie a risorse pubbliche. Solo con una risposta condivisa e intersettoriale potremo far emergere il sommerso, interrompere le nuove infezioni e costruire una rete di prevenzione davvero efficace”.
All’evento hanno preso parte rappresentanti istituzionali, clinici, ricercatori, attivisti e decisori politici, in un’ottica di collaborazione intersettoriale. L’obiettivo comune è la costruzione di una “roadmap concreta per il raggiungimento dei target UNAIDS 95-95-95, fondamentali per porre fine all’epidemia da HIV entro il 2030”. Infine, il Summit ha riconosciuto il “ruolo cruciale” della comunicazione pubblica e delle campagne di sensibilizzazione, strumenti “essenziali” per abbattere lo stigma ancora persistente e promuovere una cultura di inclusione e informazione.
“L’HIV è una questione di salute pubblica che non può essere affrontata solo con approcci locali o settoriali, ma deve essere al centro delle politiche sanitarie nazionali- ha commentato Mauro D’Attis, Componente V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione e primo firmatario della Proposta di legge sull’HIV- L’impegno istituzionale che stiamo mettendo va oltre la pur decisiva allocazione di risorse: occorre una nuova legge poiché è necessario garantire che i fondi pubblici siano indirizzati in modo efficace verso la sensibilizzazione e la prevenzione a 360 gradi, la cura e la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso ai trattamenti. Così, con politiche mirate e la collaborazione con le comunità scientifiche e civili, possiamo raggiungere l’obiettivo di porre fine all’epidemia- ha concluso- e migliorare la vita delle persone che vivono con l’HIV”.
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