10 Mar, 2025 | Comunicare il sociale
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Bhblasted, società benefit con sede a Caserta, in collaborazione con Google Developer Groups Napoli, presenta “Women in Tech – Empowerment & Balance at Work“, un evento gratuito che si preannuncia come un momento chiave per l’inclusione e l’innovazione nel settore tecnologico campano, dedicato alle donne e a persone non-binary.
L’appuntamento è per sabato 8 marzo 2025, dalle 09:00 alle 18:00, presso gli uffici di Bhblasted (Primo piano) in Via Paul Harris, 63 a Caserta con il check-in e una colazione di benvenuto.
Alle 10:00, si apriranno ufficialmente i lavori con una serie di interventi stimolanti: Michela Bertaina, Head of Community in Codemotion, affronterà il tema del “Overcoming Impostor Syndrome” mentre Deborah Causton, Fractional Chief Product Officer, freelance con esperienza in aziende come Urban Sport Club ed EVP Product, condividerà la sua prospettiva sulla città di Berlino con il discorso “Berlin, you are so sexist“.
Spazio poi all’intervento di Anna McDougall, Software Engineering Manager di Hello Better, che si concentrerà su “How tech can help Mental Health and Women Integration” e, infine, chiuderà la serie d’interventi Sarah Cordivano, scrittrice, speaker ed ex Head of Governance di Zalando, che terrà un discorso dal titolo: “The challenges are real, but so are the opportunities.”
A partire dalle 12:30, Edoardo Novelli, Head of People di Bhblasted, modererà un panel dedicato alla discussione di topic come sessismo, patriarcato, corruzione e favoritismo nel mondo del lavoro.
Le relatrici condivideranno esperienze personali e offriranno consigli pratici per affrontare queste problematiche e promuovere un ambiente lavorativo più equo e inclusivo.
Dopo la pausa pranzo, il pomeriggio sarà dedicato a workshop interattivi, sessioni di networking e approfondimenti tematici con gli speaker, fino alle ore 17:00.
La giornata si concluderà con la presentazione dei risultati emersi dai workshop.
Women in Tech: Empowerment & Balance at Work non è solo un evento di formazione, ma una piattaforma di dialogo e confronto che mira a promuovere una cultura dell’inclusione e dell’innovazione nel settore tecnologico, offrendo alle donne l’opportunità di entrare in contatto con relatrici di spicco, partecipare a workshop interattivi e costruire una rete di contatti professionale.
Parteciperà all’evento anche l’Assessore all’Innovazione, Ricerca e Startup della Regione Campania, Valeria Fascione.
I posti sono limitati, quindi è consigliabile registrarsi al più presto su https://bit.ly/gdg-women-in-tech](https://bit.ly/gdg-women-in-tech
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10 Mar, 2025 | Comunicare il sociale
Pomigliano d’Arco ha brillato alla Cerimonia Nazionale Plastic Free 2025, svoltasi presso il Teatro Mediterraneo di Napoli. L’evento, promosso dall’associazione Plastic Free Onlus con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha premiato i Comuni più virtuosi nella lotta all’inquinamento da plastica e nella tutela dell’ambiente.
In rappresentanza della città, l’assessore all’Ambiente Maria Rosaria Toscano, accompagnata dal referente regionale di Plastic Free, Francesco Gallina e dalla referente provinciale Silvana Cantone, ha ritirato con orgoglio un trofeo a forma di tartaruga e un attestato di virtuosità. Dopo aver conquistato una tartaruga nella scorsa edizione, nel 2025 Pomigliano ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di due tartarughe su tre, segno di un impegno crescente nella sostenibilità ambientale. Nel corso della cerimonia l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco ha consegnato una maglia rosa a Marco Miori, il referente Plastic Free del Comune di Vallelaghi (TN), che ha compiuto una impresa straordinaria, è partito in bicicletta da Trento per raggiungere Napoli per la premiazione dei Comuni Plastic Free 2025. In una settimana ha attraversato l’Italia, percorrendo circa 1.000 km in sette tappe.
Un’avventura in solitaria, a quasi 80 anni, per ricordare la priorità della natura sul cemento, asfalto e plastica. Grande la soddisfazione espressa dall’assessore Toscano, che ha voluto sottolineare l’importanza del traguardo raggiunto e il valore della collaborazione con Plastic Free: «Questo riconoscimento- sottolinea Maria Rosaria Toscano, Assessore all’Ambiente del Comune di Pomigliano d’Arco – rappresenta per Pomigliano un risultato straordinario, frutto di un lavoro costante e di una forte sensibilizzazione ambientale che ha coinvolto cittadini, scuole e associazioni. Aver ottenuto due tartarughe su tre dimostra che siamo sulla strada giusta e che il nostro impegno nella riduzione della plastica e nella tutela del territorio sta dando frutti concreti. Il merito di questo successo va condiviso con tutti coloro che credono in un futuro più sostenibile e agiscono ogni giorno per renderlo possibile. Un ringraziamento particolare va all’associazione Plastic Free per il suo impegno instancabile e per la preziosa opera di sensibilizzazione che porta avanti in tutta Italia. E un grazie speciale lo rivolgo al referente regionale, Francesco Gallina, che con dedizione e passione ha saputo guidare e supportare le iniziative della nostra città. Senza il suo contributo e senza il lavoro di squadra che abbiamo costruito, questo risultato non sarebbe stato possibile. Continueremo su questa strada, con l’obiettivo di ottenere il massimo riconoscimento nella prossima edizione».
Un successo, dunque, che certifica il ruolo di Pomigliano come punto di riferimento nella lotta all’inquinamento da plastica, grazie a un impegno sempre più incisivo e a una forte sinergia tra istituzioni e associazioni.
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10 Mar, 2025 | Comunicare il sociale
Era il 18 gennaio quando a Napoli, nel quartiere Poggioreale, un 48enne era finito in manette per maltrattamenti ai danni del figlio 15enne. Il padre non aveva accettato l’orientamento sessuale del figlio e, in un occasione, lo avrebbe addirittura aggredito con una chiave inglese.
Ora siamo ad Ercolano e la storia che stiamo per raccontare ricorda la vicenda napoletana assumendo, se possibile, contorni anche più drammatici.
E’ sera e una 20enne contatta il 112. Chiede aiuto per la propria fidanzata che di anni ne ha 19. La relazione sentimentale tra le due non era mai stata tollerata dai genitori della 19enne. Ieri l’ultimo episodio.
Mamma e papà, hanno rispettivamente 47 e 43 anni e sono incensurati, vanno a Sant’Antonio Abate. Hanno già minacciato le ragazze di dare fuoco all’abitazione della 20enne e per questo motivo le due avevano trovato ospitalità da una loro amica. I genitori della 19enne però hanno installato un gps nel cellulare della figlia e trovano le ragazze presentandosi sotto casa.
Prelevano con forza la propria figlia tra le urla dei presenti. Le strappano lo smartphone dalle mani, la afferrano per le braccia e la trascinano fino a metterla in auto per poi andare via. La scena è ripresa dalle telecamere della videosorveglianza presenti all’esterno dell’abitazione e i carabinieri acquisiscono i filmati.
Sentito il racconto e visti i filmati, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco corrono a casa della 20enne prelevata poco prima dai suoi genitori.
I militari arrivano sul posto e attivano la bodycam. Prima dell’irruzione si sentono urla e il pianto di una donna provenire dall’interno dell’appartamento. Entrati, i carabinieri constatano la presenza della vittima. E’ obbligata a stare a casa e in quel momento è sul divano tra le braccia della nonna materna mentre piange disperata. Non può uscire e non può avere contatti con l’esterno. I militari ascoltano la storia della 19enne che racconta, oltre ai fatti appena avvenuti, anche altri episodi di violenza, percosse e minacce da parte dei genitori per costringerla ad interrompere la sua relazione sentimentale.
Il padre e la madre della 19enne sono stati arrestati per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. La vittima ha deciso di lasciare la propria abitazione.
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06 Mar, 2025 | Comunicare il sociale
In prossimità della giornata internazionale della donna il confronto tra le Istituzioni,le imprese e le rappresentanze sociali diventa occasione per presentare il documento conclusivo dei tavoli del lavoro del percorso sulla leadership femminile promosso da Confcooperative Campania,CISL Napoli con il sostegno della Regione Campania.
Un’iniziativa per costruire nuove possibilità attraverso una leadership più generativa e trasformativa che valorizzi il contributo delle donne in tutti i settori della società. Un appuntamento di dialogo e proposte per un futuro equo e inclusivo.
Alla giornata di lavori, per la presentazione del documento conclusivo dei tavoli di lavoro, in programma domani dalle ore 14:00 al Palazzo Reale di Napoli, parteciperanno, tra gli altri, Melicia Comberiati segretaria generale CISL Napoli Raffaella Ruocco dirigente Confcooperative Campania,Lucia Fortini assessore alle politiche sociali della Regione Campania, Maria Striano assessore alla scuola del Comune di Napoli, Giovanna De Rosa direttrice CSV Napoli e Maria Luisa Conza, Founder di Antur srl benefit.
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06 Mar, 2025 | Comunicare il sociale
Il 78% delle ragazze teme di subire violenza in amore e in famiglia e il 56% ha paura che limitazioni maschiliste possano ostacolare la propria carriera lavorativa. È questa l’immagine delle giovani e giovanissime che restituisce l’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e da Scomodo che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha raccolto la voce di oltre 2.900 ragazze.
Tra le under 26, il 40% delle ragazze intervistate individua nelle relazioni amorose l’ambito in cui è più probabile subire una violenza. Un altro 38% indica anche la famiglia come luogo a rischio violenza. Queste percentuali salgono con il crescere dell’età: tra le ragazze di 26 anni o più, infatti, la famiglia, che in questa fascia d’età smette di essere quella di origine per diventare quella che ci si costruisce, raggiunge il 58%, diventando il luogo percepito come maggiormente a rischio violenza. Anche l’amore, con il 46%, è segnalato da più ragazze.
La stessa domanda sottoposta ai coetanei maschi ottiene risposte diverse: tra gli under 26 solo il 25% indica l’amore e il 30% la famiglia come potenziali scenari di violenza; tra i più grandi la famiglia è al 49% e l’amore al 34%.
Un altro dato desta preoccupazione: a 1 under 26 anni su 5 non crea problemi che il partner acceda al proprio cellulare come forma di controllo. Anche se la maggior parte, il 79.5%, lo ritiene inaccettabile, rimane una piccola percentuale, l’%, che l’apprezza come fosse una forma di rispetto. Col crescere dell’età, tuttavia, aumenta la consapevolezza che tale pratica sia inaccettabile: tra le ragazze di 26 anni o più l’88% non accetta questo controllo, al 12% non crea problemi e solo lo 0,35% lo considera una forma di rispetto.
Anche in questo caso i coetanei maschi hanno un’opinione diversa: per il 30% dei minori di 26 anni e il 22% degli over 26 il controllo del cellulare non è un problema e per il 5,5% dei più giovani e il 2,5% dei più grandi è addirittura una forma di rispetto.
Non sono solo le relazioni personali e sentimentali a preoccupare le ragazze e ad essere condizionate dal genere di appartenenza: anche la carriera lavorativa che scelgono di intraprendere risente del loro essere donne. Più della metà (56%) delle ragazze intervistate ritiene che stereotipi e retaggi culturali retrogradi e maschilisti possano limitare le proprie scelte riguardati studio e carriera. Percezione che aumenta solo leggermente con l’età: tra le ragazze di 26 anni o più lo pensa il 58%. Questo rischio pesa ancora di più (al 65% tra gli under 26 e al 68% tra gli over) tra chi si dichiara non binario, ma molto meno tra i maschi (25,5% sotto i 26 anni, 28% per i 26 anni o più). Gli altri limiti percepiti dalle giovani under 26 sono: mancanza di una rete di sostegno (27%), mancanza di stabilità economica della famiglia (24,5%), mancanza di modelli a cui ispirarsi (19%), mancato appoggio della famiglia (10%), mancato supporto dei pari (7,5%). Solo il 24% delle ragazze under 26 e l’11% delle persone non binarie non vede limiti nella propria carriera professionale, a fronte del 31,5% dei coetanei maschi.
Le ragazze sono, quindi, consapevoli di quanto ci sia ancora da fare per contrastare violenza e discriminazioni di genere e credono fortemente nell’importanza dell’educazione sessuo-affettiva a scuola. Il 95% delle under 26 ritiene che possa essere utile a limitare la violenza di genere, con il 60% che ne è assolutamente convinta e il 35% che pensa la possa prevenire in parte. E ne sono convinti anche il 91,5% dei coetanei maschi e l’89% delle persone non binarie. Solo il 2,5% delle ragazze e il 4% dei ragazzi, ma il 7% di chi si considera non binario, ritiene, invece, che anche un’educazione sessuo-affettiva insegnata a scuola sarebbe inutile nel prevenire la violenza di genere.
I più giovani indicano i temi che vorrebbero fossero trattati all’interno dei percorsi scolastici di educazione sessuo-affettiva: consenso e rispetto nei rapporti (femmine 77%; maschi 64%; persone non binarie 76%), gestione delle relazioni e delle emozioni (F 62%, M 57%, NB 47%), contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (F 45%, M 46%, NB 44%), parità di genere e contrasto agli stereotipi (F 44%, M 35%, NB 34,5%), orientamento sessuale e identità di genere (F 22%, M 28%, NB 54,5%), anatomia del corpo e cambiamenti durante la crescita (F 15,5%, M 19%, NB 9%), percorsi per conoscere meglio i propri desideri (F 14%, M 16%, NB 9%).
«È il momento di occuparci di educazione sessuo-affettiva. Non possiamo più aspettare lasciando i nostri ragazzi e le nostre ragazze sempre più in balia di una narrazione affidata alla sola rappresentazione, violenta e maschilista, della pornografia. È dai programmi di educazione che dobbiamo partire per scardinare la cultura patriarcale in cui viviamo e che sta facendo crescere generazioni di giovani donne che temono le sfere della vita che più dovrebbero dare sicurezza e soddisfazione: l’amore, la famiglia e la carriera lavorativa.» Afferma Paolo Ferrara, Direttore Generale Terre des Hommes Italia. «con il nostro Osservatorio indifesa da più di 10 anni ci facciamo megafono della voce di tante e tanti adolescenti, cercando di orientare le politiche delle istituzioni e della comunità educante e oggi, in occasione dell’8 marzo, vogliamo essere i portavoce di questa richiesta: introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole».
«Non è un caso che oltre il 40% delle ragazze under 26 intervistate pensano che il luogo più probabile dove subire una violenza sia all’interno della propria relazione amorosa. Viviamo nella consapevolezza che la violenza di genere si radica e si manifesta prima di tutto nelle nostre relazioni amorose, in quelle famigliari e nei rapporti che abbiamo con persone vicine a noi. Siamo costantemente esposte a una narrazione mediatica che cerca di ridurre la violenza che subiamo alle strade, ai locali notturni, ai mezzi pubblici, quando quello che realmente viviamo quotidianamente è la paura che le persone con cui condividiamo una relazione possa esercitare una qualsiasi forma di violenza su di noi», dichiara la direttrice editoriale di Scomodo Cecilia Pellizzari «La pretesa di una forma di educazione sessuo-affettiva laica nelle scuole non può passare in secondo piano. Facciamo formazione e autoformazione negli spazi intermedi da sempre. Ora serve che la scuola e le istituzioni si prendano la responsabilità di garantire questa formazione, in dialogo con le realtà femministe che si occupano di questo da decenni, in modo che tutte le persone che frequentano le scuole pubbliche siano esposte allo stesso modo a una formazione in grado di mettere dei tasselli fondamentali per il contrasto alla violenza di genere».
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