31 Lug, 2025 | Comunicare il sociale
In un mondo spesso segnato da conflitti e incertezze, l’arte si conferma come un rifugio di speranza, un linguaggio universale capace di esprimere l’interiorità umana e di promuovere valori di pace, amore e bellezza. È in questa cornice che si inserisce il “Premio internazionale di Poesia Fratelli De Filippo”, giunto nel 2025 alla sua ottava edizione, un riconoscimento che negli anni ha acquisito un prestigio sempre maggiore, portando avanti un messaggio di cultura e umanità.
Il premio nasce nel 1985, in seguito alla scomparsa del grande Eduardo De Filippo, uno dei più illustri interpreti della cultura napoletana e mondiale. Un gruppo di giovani intellettuali, appassionati di teatro, poesia e arte, decise di dedicare un premio ai fratelli De Filippo, simboli di creatività, umanità e impegno sociale. Fin dai primi anni, il riconoscimento ha visto la partecipazione di poeti di rilievo come Pisani, Cangiani e Cammarota, consolidando il suo valore nel panorama culturale.
Con il passare del tempo, il premio si è ampliato, includendo anche attori e attrici di cinema, teatro e televisione, riconoscendo l’importanza di tutte le forme artistiche nel veicolare emozioni e valori. Per garantire una selezione accurata, è stato istituito un Comitato che, nei mesi precedenti alla cerimonia, lavora con dedizione per individuare i vincitori nelle varie sezioni, tra cui anche il nuovo “Giovani Talenti”.
Il Premio De Filippo, promosso dall’associazione Bricolage, di Torre del Grego,sottolinea come la poesia, il teatro e il cinema siano strumenti fondamentali per l’espressione delle emozioni più profonde, spesso legate a bisogni di amore, di valori e di bellezza. La poesia, in particolare, viene vista come il bagaglio delle emozioni di ciascuno, capace di raccontare gioie, dolori, speranze e desideri di cambiamento in un mondo complesso e spesso disilluso.
Un omaggio alla memoria di Grazia Raia
L’edizione 2025 è dedicata a Grazia Raia, attivista e animalista che ha dedicato la vita alla tutela degli animali, incarnando il messaggio cristiano e francescano di rispetto per il creato. Un richiamo all’amore universale, che si estende anche agli esseri viventi più fragili, come sottolinea il coinvolgimento del Corpo Gav, presieduto da Raffaella Belfiore e dall’associazione Bricolage, promotrice della manifestazione.
Regole e partecipazione
BANDO CONCORSO PREMIO INTERNAZIONALE FRATELLI DE FILIPPO
L’articolo Arte, pace e amore: riecco il premio internazionale di poesia fratelli De Filippo proviene da Comunicare il sociale.
31 Lug, 2025 | Comunicare il sociale
“Vir o mar quant’è bell”. Così recita il testo dello striscione esposto questo pomeriggio nella Baia di Ogliastro Marina da parte dei volontari e delle volontarie di Goletta Verde di Legambiente.Un messaggio simbolico ma dalla forte valenza, per lanciare un appello e chiedere agli enti preposti una maggiore tutela e salvaguardia del delicato ecosistema marino e costiero della Campania messo in pericolo da molteplici minacce come la presenza incontrollata di imbarcazioni, scarsa o assente depurazione delle acque, opere infrastrutturali fortemente impattanti e la mancata osservanza delle procedure da seguire nell’ambito di aree sottoposte a vincolo di protezione.
“Quella di oggi pomeriggio è stata un’azione di denuncia per richiamare l’attenzione sulle tante minacce, e sugli altrettanti rischi, per la tenuta del fragile ecosistema costiero della Campania – dichiara Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania. Un’azione simbolica che abbiamo organizzato nell’ambito della tappa campana di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a difesa dei mari e delle coste. Il mare rappresenta uno dei beni più preziosi per il nostro territorio minacciato però da scarichi illegali, cattiva depurazione e progetti di sviluppo con soluzioni che guardano al passato. Pertanto chiediamo a enti e autorità di mettere in atto una strategia puntuale di protezione e valorizzazione della costa con un approccio sostenibile che guardi alle possibilità che la blue economy offre”. In particolare, gli attivisti e le attiviste di Legambiente sono al lavoro per presentare un esposto all’autorità giudiziaria riguardo l’uso di attrezzature meccaniche in aree sottoposte a vincolo di protezione come la Zona A integrale del Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano. Una modalità ancora troppo diffusa lungo le nostre coste e aree dunali.
Il punto sulle minacce, scarichi da foci dei fiumi e canali: i reflui zootecnici. Rilevanti e diffusi scarichi non depurati giungono a mare attraverso le foci dei fiumi e dei canali e, oltre a contaminare con batteri determinando condizioni di rischio sanitario, “concimano” le acque marine costiere favorendo proliferazioni algali con il conseguente sviluppo di schiume, mucillagini e colorazioni anomale. Lo sversamento abusivo di liquami zootecnici in fiumi e canali, come dimostrato dalle ultime operazioni della Guardia di Finanza e condotte dalla Procura di Salerno, rappresenta una forte criticità. La gestione dei reflui zootecnici, piuttosto che diventare un problema ambientale e sanitario, potrebbe essere all’opposto un’opportunità, grazie all’utilizzo in impianti dedicati alla produzione energetica e in grado di rilasciare matrici ammendanti a vantaggio delle colture agricole.
Le opere infrastrutturali che indebolisco la costa. Gli interventi che irrigidiscono la fascia costiera, deteriorano i fragili sistemi dunali e interferiscono con la dinamica delle acque risultano essere un ulteriore attacco all’ecosistema marino e costiero. Emblematico è il caso del cosiddetto Masterplan Salerno Sud che, tra i tanti interventi programmati con la realizzazione di approdi marittimi e soprattutto di poderose scogliere soffolte parallele alla costa, implica l’artificializzazione della fascia costiera da Pontecagnano a Castellabate. Un intervento, quest’ultimo, nato come “Grande Progetto Interventi di difesa e ripascimento del litorale del golfo di Salerno nei Comuni di Pontecagnano, Battipaglia, Eboli, Capaccio, Agropoli”, che da oltre un decennio viene perseguito dalla Provincia di Salerno e che nel tempo è stato addirittura esteso, in contrasto con i principi della auspicabile Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) sostenuta in ambito comunitario.
Uso di attrezzature meccaniche in aree protette. Ruspe e trattori in azione in zona Sic Pineta Foce del Garigliano a Baia Domizia, nello specifico a Sessa Aurunca. Per “livellare” le dune in piena area protetta si continuano a adoperare mezzi meccanici. In aree sottoposte a vincoli di protezione come la Zona A integrale del Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, dove l’ecosistema dunale dovrebbe essere tutelato, è in atto un attacco alla biodiversità della costa.
L’articolo Il blitz di Goletta Verde di Legambiente nel Golfo di Ogliastro proviene da Comunicare il sociale.
31 Lug, 2025 | Comunicare il sociale
L’ultimo allarme lanciato dall’IPC – la Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare, il sistema utilizzato dalle Nazioni Unite e da numerosi governi per valutare la gravità dell’insicurezza alimentare, confermano quanto i team di Azione Contro la Fame nella Striscia di Gaza osservano da mesi: le famiglie stanno vivendo o sono sul punto di vivere una carestia. Oltre 20.000 bambini sono stati ricoverati in ospedale per malnutrizione acuta di cui 3.000 di loro in condizioni gravi. Dal 17 luglio, almeno 16 bambini sotto i cinque anni sono morti per cause direttamente legate alla fame.
“La carestia non è solo una statistica. È il risultato di un processo lento e devastante che danneggia gli organi, fa crollare il sistema immunitario e compromette le capacità cognitive” – spiega Natalia Anguera, responsabile operazioni in Medio Oriente per Azione Contro la Fame. “Ogni giorno che passa senza accesso pieno e sicuro al cibo, condanniamo migliaia di persone a sofferenze evitabili. Nessun nuovo modello di consegna degli aiuti potrà funzionare senza la revoca completa e permanente dell’assedio: né un convoglio via mare, né un lancio aereo, né un centro isolato. Il problema è l’accesso umanitario, non la logistica. Gli aiuti che arrivano sono insufficienti e spesso inadeguati: gran parte del cibo necessita di acqua e carburante per essere cucinato, risorse quasi inesistenti. Inoltre, i punti di distribuzione attivi sono lontani, pericolosi da raggiungere e con risorse limitate, impossibilitando così i più vulnerabili“.
Le strategie di sopravvivenza adottate dalle famiglie – che includono il digiuno, l’allungamento dei pasti, il razionamento del pane per i bambini, il prestito, l’elemosina e persino il rovistare tra i rifiuti – non vengono più utilizzate per “allungare” la durata del cibo, bensì per aumentare le possibilità di mera sopravvivenza delle famiglie.
Nonostante anche il team di Azione Contro la Fame stia soffrendo la fame, il lavoro degli operatori nella Striscia di Gaza ha garantito assistenza a milioni di bambini e donne. Il numero di bambini malnutriti trattati è il più alto dall’inizio della guerra: quasi 400 sotto i 5 anni – pari a un aumento del 700% rispetto al periodo del cessate il fuoco o immediatamente successivo – ricevono regolarmente cure nelle cliniche di Azione Contro la Fame. A luglio, oltre un quarto delle donne in gravidanza e in allattamento seguite dal team di Azione Contro la Fame ha ricevuto una diagnosi di malnutrizione, con un incremento preoccupante del 16% rispetto a giugno.
Un operatore sul campo del team tecnico malnutrizione di Azione Contro la Fame racconta: “La prima cosa che ho visto entrando a Gaza sono stati palazzi distrutti e nessun segno di vita. Nei campi per le famiglie sfollate, i bambini raccoglievano il cibo in silenzio, evitavano il contatto visivo e si ritiravano nelle loro tende, cercando di proteggere quel poco di dignità rimasta in una realtà che li aveva già privati di tanto.”
“Tuttavia, le risorse critiche per trattare la malnutrizione – come il cibo terapeutico, supplementi per neonati e micronutrienti per le donne in gravidanza – sono estremamente scarse. Questo rende l’ingresso di forniture alimentari di base nella Striscia più cruciale che mai. Aiuti limitati non sono sufficienti a sostenere una popolazione di due milioni di persone che si trova sull’orlo della carestia da quasi due anni”, afferma Natalia Anguera. “Abbiamo bisogno che tutti i blocchi all’importazione delle merci vengano rimossi, che tutti i confini siano aperti e operativi e che sia consentito l’accesso a tutte le aree della Striscia di Gaza.”
Gli interventi si concentrano sul supporto ai programmi di nutrizione e sicurezza alimentare, sulla distribuzione di alimenti terapeutici pronti al consumo, sulla gestione di spazi per l’alimentazione di neonati e bambini piccoli, e sull’erogazione di servizi per il trattamento della malnutrizione acuta, anche in contesti estremamente insicuri come i campi per sfollati o cliniche danneggiate.
L’articolo GAZA SULL’ORLO DELLA CARESTIA CON OLTRE 20MILA BAMBINI IN STATO DI MALNUTRIZIONE proviene da Comunicare il sociale.
31 Lug, 2025 | Comunicare il sociale
Prosegue il soggiorno di Bruce LaBruce a Napoli. Ieri sera l’artista canadese, punto di riferimento internazionale per le tematiche di genere, ha animato il Teatro antico di Neapolis. La performance, curata dal Teatro Stabile delle Arti Medioevali guidato da Gian Maria Cervo, ha rappresentato una apertura straordinaria del sito archeologico incastrato nel cuore della città.
L’evento nella speciale location a due passi da via Duomo, anche conosciuto come Teatro romano dell’Anticaglia, ha visto protagonista Bruce LaBruce – regista, fotografo, scrittore e artista che vive a Toronto ma lavora a livello internazionale, vincitore di un Teddy Award alla Berlinale, il prestigioso Festival Internazionale del Cinema di Berlino – che ha portato a Napoli il progetto cine-teatrale – in collaborazione artistica con Gian Maria Cervo – che ha visto in scena gli attori-performer Roberto Caccioppoli ed Eugenio Castaldo e gli stessi spettatori che hanno scelto di far parte delle riprese dell’opera.
Nell’antica location è andata in scena “La magia dell’uovo” di Gian Maria Cervo, testo che ha un forte legame con Napoli avendo debuttato due anni fa proprio in città e che ora è stata rianimata grazie al coinvolgimento di grandi artisti internazionali nell’evento che ha visto la co-curatela di Roberto D’Avascio dell’associazione Arci Movie e la collaborazione di Museum Film. L’iniziativa si è svolta grazie al supporto del Servizio Grande Progetto UNESCO e del Servizio Cultura del Comune di Napoli e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli il cui sinergico ed estenuante lavoro sta permettendo di valorizzare il sito di cui è possibile apprezzare una vasta porzione della cavea che era in grado di ospitare circa cinquemila spettatori.
Bruce LaBruce resta in città per essere protagonista dell’appuntamento di sabato 2 agosto alle ore 18 presso il Parco Attianese di Pianura per la performance finale del workshop parte di “Pianura Opera House 3”, rassegna promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Affabulazione” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.31
L’articolo Bruce LaBruce a Napoli, luci nel Teatro antico di Neapolis proviene da Comunicare il sociale.
31 Lug, 2025 | Comunicare il sociale
Dal 5 al 7 settembre 2025, Reggio Emilia ospiterà la quinta edizione del Festival di EMERGENCY: tre giorni di incontri, performance artistiche, laboratori, musica, cinema e teatro per riflettere insieme sulle grandi questioni del nostro tempo.
Anche quest’anno moltissimi i protagonisti e le protagoniste del mondo del giornalismo, della letteratura, dell’attivismo, dell’arte, della filosofia, del cinema che animeranno piazze, teatri e luoghi simbolo della città. Tra gli ospiti la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, l’artista, attore e autore Alessandro Bergonzoni, lo scrittore Gianrico Carofiglio, l’attrice e scrittrice Tezetà Abraham, il violoncellista Simone De Sena, la regista, sceneggiatrice e attrice Sabina Guzzanti, il regista Paul Jay, lo stand-up comedian e regista Salvo di Paola, le giornaliste Tonia Cartolano, Marianna Aprile, Lucia Goracci, Chiara Piotto, Simonetta Sciandivasci, la saggista e giornalista Paola Caridi, il giornalista Stefano Nazzi, il rettore universitario Tomaso Montanari e molti altri.
Il Festival darà spazio alle parole e alle esperienze di chi lavora per indagare il presente e immaginare un futuro più giusto.
UN FESTIVAL, MOLTI MODI DI FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE
Il tema di quest’anno, “La voce”, è un invito ad ascoltare, raccontare e farsi sentire. Prendere voce significa molto più che parlare: è un atto di coraggio, di partecipazione, di immaginazione. E questo è anche lo spirito che, da oltre 30 anni, guida l’azione di EMERGENCY, impegnata a difendere il diritto alla voce di chi viene messo ai margini: le vittime della guerra, della povertà, dell’ingiustizia.
Il Festival si costruisce attraverso diversi format, pensati per raggiungere vari pubblici, ma che insieme compongono un’unica, ampia narrazione collettiva. Il programma si articola in un’alternanza di “Dialoghi” con ospiti nazionali e internazionali e lo staff di EMERGENCY, testimonianze del lavoro sul campo con il ciclo “A lezione con EMERGENCY” e brevi interventi come le “Domande per pensare”, dove in 20 minuti un relatore risponde a quesiti su temi chiave. Non mancano, poi, spazi più informali come “Un caffè con…” e format innovativi come quello curato dal giornalista di Radio24 Giampaolo Musumeci, sul ruolo dell’attivismo in contesti internazionali. L’arte come strumento di denuncia trova spazio nella rassegna “Make art, not war”, mentre una riflessione sull’attualità è al centro della collaborazione con “Il Post”. Completano il programma spettacoli teatrali, eventi musicali e di intrattenimento, proiezioni cinematografiche e gli appuntamenti mattutini di “Voci in scena” e “Al risveglio”.
Durante il Festival sarà allestita al Palazzo dei Musei la mostra “CONTRO LA GUERRA – sguardi e immaginari”, che resterà visitabile con ingresso gratuito fino al 26 ottobre. L’esposizione è un progetto di EMERGENCY a cura di CHEAP ed è un percorso immersivo sul tema della guerra nei suoi effetti fisici, psicologici, sociali e politici che si struttura attraverso diversi livelli visivi e gradi di coinvolgimento.
Tra i momenti in cui il pubblico sarà chiamato a far sentire la propria voce è previsto per venerdì 5 settembre alle ore 21:30 quando piazza Prampolini si trasformerà in un “HardKoro”, un grande coro pop formato da tutto il pubblico che imparerà un brano a sorpresa, diretto da un maestro. Durante tutta la manifestazione sarà peraltro attiva “Se telefonando, io potessi…”, un’esperienza aperta e partecipativa allestita nel cuore del centro storico. Lo spazio sarà accessibile in diversi momenti del Festival: venerdì 5 settembre dalle ore 16 alle 20; sabato 6 settembre dalle ore 10 alle 14 e dalle 16 alle 20; domenica 7 settembre dalle ore 10 alle 14.
Grande attenzione è dedicata anche ai più giovani, con il palinsesto “Generazioni”, attraverso cui il Festival offre esperienze, laboratori, letture animate ed eventi pensati per bambine, bambini, ragazzi, ragazze e famiglie, esplorando insieme temi come la pace, la creatività e il diritto all’espressione.
L’articolo Festival di EMERGENCY 2025, ecco il programma dell’edizione proviene da Comunicare il sociale.