Ercolano, appello per la pace dal Principe di Giordania durante la sigla del gemellaggio con la città di Umm Qais

E’ stato ufficialmente siglato il gemellaggio tra la città di Ercolano e Umm Qais, l’antica Gadara, in Giordania. La cerimonia si è svolta presso l’Aula Consiliare della Casa Comunale, alla presenza di Sua Altezza Reale il Principe El Hassan bin Talal, promotore del dialogo tra i popoli e della cooperazione mediterranea.

“Mi unisco a voi oggi per celebrare la firma di questo storico gemellaggio tra le città di Ercolano e Umm Qais – ha dichiarato il Principe El Hassan bin Talal nel suo intervento – Un gesto che testimonia non solo il nostro passato condiviso, ma anche la visione di un futuro comune. Questo gemellaggio non è una mera cerimonia, è la dichiarazione che è meglio costruire ponti che costruire muri. Il Mediterraneo, come sapete bene anche in Italia, non dovrebbe essere il mare della morte, non dovrebbe essere visto come una linea di separazione, ma come un continuum unificante, un bacino condiviso di civiltà attraverso il quale un tempo scorrevano liberamente il commercio, la lingua, il diritto e la filosofia. In questo spirito, non stiamo semplicemente collegando due municipalità, stiamo affermando una coscienza mediterranea condivisa.”

Il Sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, ha dichiarato: “A distanza di duemila anni abbiamo rinnovato un legame che ancora vive tra la città di Ercolano e il Regno di Giordania. Con questo gemellaggio vogliamo costruire un ponte tra due civiltà. Vogliamo lanciare dalla nostra città un messaggio di pace e cooperazione internazionale. Concordo in pieno con quanto detto dal Principe El Hassan: il Mediterraneo deve diventare un ponte tra i popoli e non un muro da superare. Mi auguro che questo messaggio di pace venga raccolto dal nostro governo, dall’Europa e dal mondo intero”.

Gadara (Umm Qais) è una storica città di epoca ellenistico-romana, sede di un importante parco archeologico, già parte della Decapoli, il gruppo di dieci città dell’Impero Romano in Medio Oriente. Come Ercolano, anch’essa fondata in epoca romana e simbolo di patrimonio e memoria, Umm Qais conserva un’identità culturale millenaria.

Con questo gemellaggio il Comune di Ercolano intende rafforzare il dialogo tra popoli che condividono una storia antica e un impegno comune nella valorizzazione del patrimonio, nella cooperazione internazionale e nella promozione della pace e della cultura mediterranea.

Alla cerimonia di firma del gemellaggio erano presenti, tra gli altri, l’Ambasciatore del Regno di Giordania in ItaliaFayiz Fahran Saleh Khouri, il Ministro per il Turismo della GiordaniaLina Mathhar Hasan Ennab, il Sindaco di Umm QaisYosef Mabrouk, il Presidente del Consiglio Comunale di ErcolanoLuigi Simeone, e naturalmente il Sindaco di ErcolanoCiro Buonajuto, padrone di casa e promotore dell’iniziativa.

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Alimentazione tra presente e futuro: dagli scarti alimentari arriveranno nuovi prodotti

I dati EUROSTAT 2024 mostrano che nell’Unione Europea vengono sprecati ogni anno quasi 59 milioni di tonnellate di cibo, pari al 14% del cibo totale prodotto. Gran parte di questo (19%) è dovuta alle materie prime scartate dalle industrie agroalimentari come bucce, semi e pellicole, escluse a causa di problemi di lavorazione o limitata accettazione da parte dei consumatori. Tuttavia, queste matrici sono ricche di composti altamente nutrizionali, come fibre ed antiossidanti, spesso in quantità superiori a quelle del prodotto che prosegue la filiera commerciale.

 

Questo tema sarà trattato nel simposio dal titolo “Alimentazione, salute e ambiente: tra presente e futuro”, che si svolgerà nella prima giornata del 45° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), a Salerno dal 28 al 30 maggio 2025.

 

La riformulazione alimentare è una recente strategia che viene applicata per migliorare il profilo nutrizionale di alimenti industriali e l’utilizzo di queste matrici di scarto come ingredienti potrebbe avere il duplice scopo di diminuire lo spreco alimentare e migliorare la dieta dei consumatori, aumentando l’apporto dei nutrienti critici come le fibre.

In questo contesto, presso il Laboratorio di Nutrizione dell’Università degli Studi della Tuscia (UniTUS) si stanno studiando due matrici di scarto che registrano alti quantitativi di spreco ogni anno, ovvero i residui di lavorazione del pomodoro (bucce e semi) e quelli della nocciola (pellicola esterna).

Entrambe queste matrici ad oggi vengono gettate nei campi come fertilizzanti, utilizzate nell’alimentazione animale, o smaltite come rifiuti organici. Tuttavia, tali matrici sono ricche di fibre, sostanze antiossidanti ed acidi grassi insaturi.

 

“In particolare, gli studi effettuati hanno dimostrato che la sostituzione del 10% di farina raffinata con polvere ottenuta da pellicole di nocciola in un biscotto frollino determina un aumento significativo degli acidi grassi monoinsaturi, oltre ad una riduzione degli acidi grassi saturi, potendo sostituire il burro della ricetta con i grassi naturalmente presenti nella pellicola di nocciola”, afferma la Dott.ssa Lara Costantini, DEB – Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche UniTUS e membro del Gruppo SINU Giovani. “Inoltre, la capacità antiossidante risulta aumentata di cinque volte rispetto ad un biscotto frollino classico”.

 

Infine, l’inclusione della pellicola di nocciola determina un aumento significativo del contenuto di fibre superiore al 6% e consente, quindi, al biscotto sperimentale di essere etichettato come “ricco di fibre” secondo la normativa europea, mostrando, inoltre, una significativa attività prebiotica in una coltura in vitro di L. rhamnosus.

È anche da considerare che le analisi sensoriali effettuate sia su consumatori, che su un panel di esperti, ha evidenziato punteggi positivi per l’inclusione del 10% di pellicola di nocciola in tutti i prodotti riformulati, riuscendo anche a migliorare significativamente il punteggio di un prodotto da forno a base di farina di lenticchie al 100%, grazie alla sua specifica composizione in composti volatili.

Dati incoraggianti, sebbene preliminari, sono stati ottenuti anche per il residuo di lavorazione del pomodoro San Marzano, trovando valori di fibre di circa il 40% superiori rispetto alla polvere di pomodoro che si riscontra in commercio ed ottenuta da pomodoro intero. Inoltre, le polveri sperimentali ottenute dal residuo di lavorazione del pomodoro mostrano dati significativamente maggiori di capacità antiossidante grazie al loro contenuto ricco di composti fenolici.

Tutti questi dati indicano nel loro insieme che la pellicola della nocciola e il residuo di lavorazione del pomodoro potrebbero essere degli ingredienti preziosi per aumentare le caratteristiche nutrizionali, antiossidanti e sensoriali degli alimenti convenzionali nell’ottica dell’economia circolare.

 

“La sana alimentazione riveste oggi un ruolo cruciale per il nostro benessere e per la sostenibilità del pianeta”, afferma la Prof.ssa Anna Tagliabue, Presidente SINU. “Una corretta conoscenza nutrizionale può orientare le abitudini alimentari verso scelte più consapevoli, ad esempio riducendo gli sprechi e trasformando gli scarti alimentari in nuove risorse. Il nostro Congresso Nazionale rappresenta, in tal senso, una piattaforma essenziale per lo scambio scientifico e culturale, mirando a influenzare positivamente il futuro della nutrizione umana e quindi della salute pubblica”.

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“Noi siamo il barattolo di stelle”: a Posillipo il teatro dell’inclusione con i ragazzi de I Fuori Ritmo

Workshop di fine attività giovedì 29 maggio al Teatro San Gioacchino di Posillipo per i ragazzi de “I Fuori Ritmo’’, impegnati in laboratori teatrali e di musicoterapia promossi dalle associazioni Voce di Vento e Una Città Che. “Noi Siamo il barattolo di stelle’’ è il titolo della rappresentazione che verrà messa in scena dai ragazzi con spettro autistico ad alto funzionamento e con altre neurodivergenze, che metteranno a frutto il lavoro durato mesi rientrante nel percorso “Dal Libro… al Teatro’’ tenutosi presso l’Ente Nazionale Sordi di Porta Nolana a Napoli e nato dal laboratorio “A Voce Alta’’. L’evento si svolge nell’ambito del progetto Periferie Inclusive, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Disabilità e il sostegno con l’area Welfare del Comune di Napoli. A condurre l’evento sarà Ida Piccolo con la partecipazione di Michele Selillo e Cosimo Alberti.

L’obiettivo del lavoro

Mariarosaria Toso, vicepresidente di Voce di Vento, spiega come vengono articolati i laboratori di espressività teatrale, musicoterapia e arteterapia. «Ci mettiamo in cerchio e leggiamo dei libri mettendo poi in scena il testo con i ragazzi che interpretano il contenuto. La musicoterapia – ricorda Tosto – serve per far portare il ritmo stando insieme. Di solito ciò avviene suonando le percussioni. La performance è particolare, non tutti parlano e riescono a recitare però si muovono sul palco. Il tutto si basa sulla postura». L’obiettivo per Voce di Vento e per le altre realtà coinvolte è quello, sottolinea ancora Mariarosaria Tosto, è quello di «valorizzare le capacità dei ragazzi, favorire l’inclusione sociale, condividere emozioni, aumentare l’autostima, creare spazi di socializzazione vista la solitudine di questi ragazzi già adulti (vanno dai 18 in su e per questo la società li esclude) che rischiano di rimanere soli a casa. Cerchiamo di migliorare la qualità della vita».

La questione sede

L’impegno e il lavoro con i ragazzi di Voce di Vento sono però frenati da un impedimento: l’attuale mancanza di una sede fisica in cui svolgere le attività, una necessità impellente. A lanciare in tal senso un appello alle istituzioni è ancora la vicepresidente Tosto. «Se non fosse stato per la disponibilità dell’Ente nazionale sordi che ci ha permesso di utilizzare i nostri spazi, avremmo fatto attività per strada. In precedenza eravamo in alcuni ambienti della vecchia sede della Napoli-Portici ma a marzo dell’anno scorso le Ferrovie dello Stato hanno prelevato tutti i locali per lavori». Da allora, i ragazzi e l’associazione hanno vissuto un vero e proprio calvario. «Ho chiesto al Patrimonio del Comune di Napoli e al Presidente della Seconda Municipalità di trovare una soluzione – denuncia la vicepresidente di A Voce Alta –  Noi facciamo servizio sul territorio dove mancano strutture e servizi per disabili. Tutto quanto facciamo viene finanziato dalla Regione Campania o dal Comune di Napoli partecipando attraverso bandi vista la gratuità delle attività». Al momento, però, non si è mosso nulla e anche l’alternativa di utilizzare gli spazi di una scuola, pur trovando favorevole il consiglio di istituto, resta ferma ancora in naftalina. E nel frattempo decine di ragazzi a cui la musicoterapia ha dato autostima, continuano a vivere nel disagio.

di Antonio Sabbatino

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Pizzarotti con Let’s Do Italy per promuovere il volontariato sui temi ambientali

Una giornata di volontariato e sensibilizzazione sui temi legati all’ambiente e al cambiamento climatico,  quella che coinvolto  dipendenti dell’Impresa Pizzarotti con i volontari di Let’s Do Italy. Una pulizia della spiaggia delle industrie nel quartiere san Giovanni a Teduccio di Napoli che ha visto coinvolti i lavoratori dell’azienda con sede centrale  a Parma, ma son succursali sparse in tutto il mondo, che in diverse occasioni durante l’anno propone ai suoi dipendenti una giornata all’insegna del volontariato con un duplice scopo: entrare direttamente in contatto con le comunità locali e creare con le stesse sinergie sociali concrete. L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie al lavoro di matching e all’impegno del CSV Napoli e del CSV di Parma.

 

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La vita incerta ai tempi del bradisismo: Patrizia, Roberta e una famiglia sospesa

In albergo con la sua famiglia dopo la scossa di magnitudo 4.4 del 13 marzo scorso che l’ha costretta a lasciare la sua abitazione per motivi di sicurezza così come successo per altre decine e decine di persone, rischia di rimanere in strada dal prossimo 30 maggio quando cioè scadrà il contributo pubblico per gli sfollati del bradisismo nell’area flegrea. Il futuro è un’incognita e la preoccupazione è soprattutto per le condizioni di sua figlia di 5 anni, sofferente di un disturbo cognitivo e bisognosa costantemente di cure. Patrizia Palladino, residente a Bagnoli, lancia un appello alle istituzioni affinché tutelino la sua piccola. Patrizia attualmente si trova all’hotel Miravalle di Agnano con il figlio più grande di 26 anni, quello di 17 anni, una di 10 e l’ultima che ha un grave deficit, ma tra poco più di una settimana dovrà lasciarlo.

L’appello di Patrizia

Patrizia racconta la sua storia: «Da quando lo scorso 13 marzo siamo stati costretti ad andarcene vista l’inagibilità della nostra casa e una parte del palazzo (tante infatti le crepe alla struttura ndr.), la sua condizione è peggiorata così come ha attestato la psicologa durante l’ultima seduta. Immaginate come potrà stare se non riusciremo a tornare a casa il 30 maggio. Il ritardo cognitivo di mia figlia – aggiunge Patrizia-  non le consente di sopportare ulteriormente questa situazione». La piccola Roberta, il nome è di fantasia, ha bisogno continuamente di cure. «Due volte a settimana, di pomeriggio, mia figlia va in un centro di riabilitazione per le terapie che dovrebbero aiutarla a sviluppare il linguaggio e la motricità. A causa del disagio che sta vivendo, dovrà raddoppiare da due a quattro i giorni di terapia e forse le concederanno anche due giorni in più perché sta peggiorando. Quando si è verificata l’ultima forte scossa di questo maggio, sono corsa a scuola a prendere Roberta che si dimenava dalla tensione. Ecco, quello che io vivo ogni giorno». Ecco dunque l’appello. «Senza qualcuno che mi aiuti – aggiunge – non potrei mai affittarmi un’altra abitazione. Io lavoro a nero come domestica, non ho buste paga o garanzie da poter offrire. In questo modo, chi mi affitterà mai una casa?». Secondo Patrizia, «la Regione ci ha girato le spalle, il Comune ci ha girato le spalle, il Governo ancora peggio. L’aiuto che chiedo è soprattutto per mia figlia. Se non si troverà una soluzione sarò costretta a ritornare a casa mia ma se succede qualcosa la responsabilità non è mia, ma delle istituzioni perché mi mettono fuori dall’albergo con una bambina disabile». La condizione di Roberta è davvero complicata e rischia di peggiorare sempre di più. È sempre mamma Patrizia a rivelare il calvario quotidiano. «Mia figlia prende le gocce per dormire e gli psicologi vogliono capire cosa fare. L’Asl di Fuorigrotta mi sostiene, però il percorso è stato continuo, nonostante mia figlia non voglia fare le terapie e non voglia stare con gli altri bambini a scuola».

 Le peripezie del passato

Già in passato Patrizia ha subito lo shock di uno sgombero. Nel 2001, infatti, fu costretta ad abbandonare la vecchia casa nei pressi della Cumana di Bagnoli, dichiarata inagibile dopo un’alluvione. La soluzione prospettata all’epoca fu il trasferimento al terzo piano di via Plinio 11, vecchia sede del 73esimo circolo didattico poi riconvertito a uso abitativo per 13 famiglie in totale. Tra le altre cose, l’edificio necessita di controlli anche rispetto alle utenze e si attende l’arrivo dei tecnici della Napoli Servizi con il comune che in pratica ha diffidato se stesso per i lavori di messa in sicurezza, essendo quello di via Plinio 11 uno stabile di pertinenza pubblica. Dopo la scossa del 13 marzo, a subire la stessa sorte di Patrizia e della sua famiglia anche un altro nucleo sempre al terzo piano, mentre le altre case restano al momento abitabili. Patrizia, disperata, chiosa: «Se non si troverà una soluzione sarò costretta a ritornare a casa mia. Ma se dovesse succedere qualcosa, la responsabilità sarà delle istituzioni perché mi mettono fuori dall’albergo con una bambina disabile, dove mia figlia non ha spazio. Abbiamo fatto la domanda per il Contributo di autonoma sistemazione, ma se non ci sarà erogato dovremmo pagare tutto noi fin quando non ci aggiustano casa per rientrare. «Gli assistenti sociali – conclude la mamma di Roberta –  suggerivano di andare in una Casa Famiglia, ma per mia figlia sarebbe comunque difficile. Ho chiesto anche alle suore che gestiscono l’istituto, altra situazione complicata».

di Antonio Sabbatino

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