Che “genere” di sport vogliamo, AiCS scende in campo contro la violenza

Perché la violenza di genere sia davvero superata serve un cambio culturale che passi da prevenzione, sensibilizzazione, formazione. AiCS – Associazione italiana cultura sport, tra i più noti e storici enti di promozione sportiva e sociale del Paese, lo sa bene e da tempo, attraverso la sua Commissione nazionale di parità lavora in tal senso per promuovere pari opportunità, sia nella rappresentanza politica che in quella dei soci. Nel 2024, i dati degli associati parlano infatti di un sorpasso: oggi, dell’oltre milione di soci totali (1.100.000, nel dettaglio), il 53% è donna, così come lo è una dirigente su 3 delle circa 10mila associazioni affiliate ad AiCS.

In vista del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza di genere, AiCS promuove sia eventi sportivi che di sensibilizzazione e dà il via a un progetto di formazione nazionale volto ad abbattere le barriere di genere nello sport.

“Parete di genere” e Catch ‘n Serve Ball
Quello tra il 20 e il 23 novembre sarà tutto un week end dedicato alla lotta alla Violenza. Da domani a domenica, AiCS celebra a Salsomaggiore Terme  l’evento nazionale “Donne e sport”, che unisce confronti, formazione sportiva al campionato nazionale di Catch’N Serve Ball, mix tra pallavolo e palla rilanciata, aperto a donne e uomini over 35 in ottica inclusiva e paritaria. E’ uno sport “dolce” – a basso impatto aerobico – che ha come obiettivo quello di portare sul campo da gioco persone adulte che hanno abbandonato lo sport da giovani o che, lo sport, non l’hanno fatto mai. L’evento gode del finanziamento del Ministro dello sport e dei giovani, e del sostegno della Regione Emilia Romagna. Vi partecipano in tutto 350 atleti.

E’ invece un flash mob nazionale “Parete di genere”, incontro di padel che, sabato 22 novembre dalle 10 in contemporanea in 50 circoli di padel sparsi in 17 province diverse e di tutta Italia, porterà sul campo circa 1.100 atleti di ogni età – uomini e donne. La battuta di inizio si giocherà all’X4 Padel Club di Ostia che, dalle 9, ospiterà anche il talk nazionale sul rapporto tra sport, salute femminile e violenza. Il talk – trasmesso in diretta streaming sui canali social AiCS (@aicsdn) – sarà aperto dal presidente nazionale di AiCS Bruno Molea e dalla presidente della commissione di parità di AiCS, Viviana Neri. Presenti anche: Marta Bonafoni, Coordinatrice nazionale della segreteria del Pd, con delega al Terzo Settore e ai rapporti con le associazioni; Sasha Damiani, medica-chirurga e specialista per Peer, Salute femminile; Filippo Tiberia, responsabile Sport AiCS nazionale. I lavori saranno moderati dall’avvocata Ester di Napoli, componente della Commissione nazionale di parità e responsabile dell’Area infanzia e adolescenza del dipartimento Terzo Settore di AiCS.

Formazione sportiva sulla salute femminile
Nel corso del talk che aprirà Parete di genere, sarà presentato anche il nuovo progetto innovativo di formazione sportiva di AiCS che, da gennaio, inserirà nei suoi programmi di formazione per allenatori e tecnici sportivi un modulo specifico di Salute femminile, dall’età puberale alla menopausa.

Speciale di SportivaMente Tv
Ma il week end di sensibilizzazione non si fermerà sui campi da gioco. Per meglio raccontare il ruolo dello sport nella lotta alla violenza e per accogliere altri enti del Terzo Settore attivi nell’accoglienza delle donne vittima di violenza, AiCS dedicherà al tema la puntata di SportivaMente Tv di sabato 22 novembre. Alle 18.30 su DonnaTv (Canale 62), andrà in onda lo speciale “Che GENERE di sport vogliamo”, 45 minuti di talk che porterà in studio buone pratiche di prevenzione in ambito sportivo (come il Safeguarding) e darà voce a Telefono Rosa, la prima associazione italiana al fianco di donne e minori.

Premio AiCS di cultura sportiva “Beppe Viola”
Chiuderà la 4 giorni di celebrazioni, il Premio AiCS di Cultura sportiva “Beppe Viola” che lunedì 24 novembre alle 17 nel salone d’onore del CONI a Roma celebrerà gli sportivi, le sportive, le manager dello sport e i giornalisti e le giornaliste che hanno saputo utilizzare lo sport come leva di socialità, regole di fair play e inclusione. Tra i premiati, la giornalista della Gazzetta dello Sport ELISABETTA ESPOSITO, MANUELA OLIVIERI, fondatrice della Fondazione Pietro Mennea, DIANA BIANCHEDI, Chief Strategy, planning & Lagacy Officer della Fondazione MilanoCortina 2026.

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Il Piccolo Principe: un faro per i giovani della periferia est di Napoli

Quelli che un tempo erano “scugnizzi” oggi sono “piccoli principi”. Bambini e ragazzi che avrebbero forse preso un’altra strada, se non avessero incontrato sul proprio cammino gli operatori del centro socio-educativo “Il Piccolo Principe”, gestito a San Giovanni  Teduccio dalla cooperativa sociale “Terra e Libertà”, che il prossimo 20 novembre, nella Giornata internazionale dei diritti dell’Infanzia, spegne la sua 21esima candelina.

Ce ne parla Gigi Tarallo, presidente della cooperativa che dal 1994 si prende cura dei minori del quartiere: «Di qui sono passati Giuliano, che poteva disperdersi perché il suo destino sembrava segnato, invece ha studiato, oggi ha 31 anni, lavora in Polizia ed è diventato papà un mese fa». Un’altra punta di diamante del centro – diventato in questi venti anni un punto di riferimento per le famiglie nonché presidio di legalità del territorio – è Wanda, anche lei “ex scugnizza” che oggi sta studiando Scienze dell’Educazione e si candida a diventare la futura responsabile del Piccolo Principe.

 

«Quello che ci rende davvero orgogliosi è poter toccare con mano questi straordinari risultati. Oggi quelli che 21 anni fa erano bambini sono degli adulti, molti sono diventati genitori e mi portano i loro figli per farmeli conoscere; alcuni hanno intrapreso il lavoro di educatori ed animatori, passando dall’altra parte della barricata. È una soddisfazione enorme. Certi legami non si spezzano». È il commento di Tarallo, che aggiunge: «Non sono mancati momenti di crisi in questi anni ma abbiamo resistito, non ci siamo mai annoiati e oggi ripartiamo».

 

Il responsabile del CSE di San Giovanni racconta così gli esordi: «Aprendo il Piccolo Principe venti anni fa, siamo stati coraggiosi ma di un coraggio “necessario”: il contesto in cui ci si muoveva era caratterizzato dal vuoto totale sia in termini istituzionali, sia in termini di esperienze simili alle nostre. Oggi la situazione, per fortuna, è nettamente migliorata».

 

Circa un migliaio i bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni seguiti in questi anni dalla struttura, che svolge ogni giorno attività di supporto scolastico e laboratori ludico-ricreativi. «Siamo diventati un luogo accogliente  – spiega Gigi Tarallo – Capace di creare percorsi di reale emancipazione per i bambini a rischio della periferia est di Napoli, perché avessero gli stessi diritti e le stesse opportunità di bellezza degli altri bambini napoletani. Oggi raccogliamo ciò che abbiamo seminato, affrontando anche nuove sfide per il futuro. Come quella dell’autofinanziamento».

 

Ricordiamo infatti che il CSE non riceve denaro pubblico, per cui diventano particolarmente importanti finanziamenti come quello dell’8XMille della Chiesa Valdese, che permetterà ora al Piccolo Principe di diventare “stellare”, andando a consolidare le attività di supporto scolastico e i momenti ludico-ricreativi, oltre a creare nuovi momenti di confronto con le famiglie.

 

Un augurio per il futuro? «Continuare a viaggiare sempre fisicamente ma anche con la fantasia, sulle orme del protagonista del romanzo di Antoine de Saint-Exupéry».

 

di Maria Nocerino

 

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“Nonstopiùnellapelle”: quando il teatro svela le ferite del bullismo

Un teatro che non intrattiene soltanto, ma che cura, educa e mette in dialogo. È questa la visione alla base di “Nonstopiùnellapelle”, la performance multimediale realizzata dalla Fabbrica delle Storie di Shalom Progetto Famiglia odv insieme al Liceo Pitagora-Croce di Torre Annunziata, in scena il 24 novembre 2025 al Teatro Acacia di Napoli. Un’opera che attraversa i territori interiori dell’adolescenza e porta sul palco l’ombra lunga del bullismo, trasformandola in un’esperienza collettiva di consapevolezza.

Lo spettacolo, ispirato a “La Metamorfosi” di Franz Kafka, rilegge il capolavoro letterario alla luce di una delle fragilità più urgenti del nostro tempo: l’isolamento relazionale generato dalle dinamiche del bullismo e amplificato dal rifugio nel mondo digitale. Qui il protagonista, Gregorio, adolescente bullizzato, trova riparo nella realtà virtuale fino a identificarsi con Gregor Samsa, il personaggio kafkiano che si trasforma in un enorme insetto. La gabbia semiaperta che domina la scena diventa la sua mente distorta, una prigione che inghiotte affetti, percezioni e confini.

La regia di Carola Flauto traduce questa metamorfosi in un linguaggio scenico dove digitale e corporeo si fondono, in uno spazio liquido ed etereo che avvolge lo spettatore. Lo spettacolo è il frutto di un lungo percorso laboratoriale dell’atelier “Anita Sorrentino”, in cui studenti e docenti hanno lavorato insieme alla costruzione dei testi, delle coreografie – curate dal ballerino Gerardo Castagnino – e della scenografia, firmata da Angela Flauto. Una creazione corale che restituisce non solo un prodotto artistico, ma un vero processo educativo.

«Bullismo e bullizzati – afferma la regista – sono legati da dinamiche distruttive che generano isolamento, distorsioni percettive e dipendenze digitali. A tutto questo opponiamo il primato del Corpo, della Pelle, il nostro primo luogo di contatto con il mondo». Un messaggio potente, che attraversa la scena e invita a riflettere sul valore dell’incontro, della presenza, dell’ascolto autentico.

Per Armando Prisco, presidente di Shalom Progetto Famiglia odv, il teatro si conferma un dispositivo pedagogico capace di aprire “menti e cuori”: «Non mettiamo in scena solo una storia, ma uno spazio in cui gli studenti possono esplorare emozioni e dinamiche sociali. Questo percorso continuerà nel 2026, consolidando un’idea di Teatro Sociale che unisce arte, educazione e volontariato». Una visione condivisa dal vicepresidente e direttore artistico Mario Flauto, che già guarda al futuro: «Il prossimo step sarà un laboratorio teatrale sulla Costituzione, in collaborazione con il Liceo Pitagora-Croce e con una finestra sul Servizio Civile».

Le parole della Dirigente scolastica Tiziana Savarese sottolineano l’impatto formativo del progetto: «L’immedesimazione permette agli adolescenti di liberarsi dalle emozioni negative e trovare forza per affrontare ansie e paure, oggi alimentate da modelli basati su violenza, apparenza e prepotenza».

Non meno significativa la visione di Salvatore Filocamo, direttore del Teatro Acacia, che definisce l’iniziativa “una nuova frontiera del teatro, partecipato ed educativo”, capace di parlare ai giovani con il loro linguaggio e di generare “bellezza, responsabilità e speranza”.

La giornata ospiterà anche un approfondimento sulle implicazioni legali del bullismo e del cyberbullismo, grazie agli interventi dei magistrati Ernesto Aghina e Gabriella Ambrosino del Tribunale di Torre Annunziata.

“Nonstopiùnellapelle” è dunque più di uno spettacolo: è un viaggio nella fragilità e nella forza, un atto collettivo che intreccia scuola, cultura, volontariato e istituzioni. Un esempio concreto di come il teatro possa diventare un luogo civile dove riconoscersi, prendere parola e tornare – insieme – alla pelle viva delle relazioni.

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CULTURA. IL 25 NOVEMBRE A NAPOLI UN INCONTRO PROMOSSO DALLA FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL PER DIRE BASTA ALLA VIOLENZA DI GENERE.

“Cultura, impegno e solidarietà per dire basta alla violenza di genere”. È questo il titolo dell’incontro promosso dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio, in collaborazione con la Regione Campania e il Teatro Trianon Viviani di Napoli, che dal 2020 ha la direzione artistica di Marisa Laurito, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’appuntamento, aperto agli studenti e alle famiglie, è in programma al Trianon Viviani il 25 novembre dalle 10 alle 13, con l’obiettivo di contribuire alla riflessione, alla sensibilizzazione e al dialogo su un tema drammaticamente attuale. Un momento di confronto al quale prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, esperti e realtà del territorio impegnate nella tutela dei diritti e nella costruzione di una cultura del rispetto, della consapevolezza e dell’uguaglianza. Interverranno infatti Rosanna Romano (Direttrice generale per le Politiche Culturali della Regione Campania), Marisa Laurito (Direttrice artistica del Teatro Trianon Viviani), Nadia Baldi (regista e Vicedirettrice artistica della Fondazione Campania dei Festival), il Maggiore dei Carabinieri Marzia La Piana (Comandante della Compagnia di Napoli Stella), Tania Castellaccio (Area Accoglienza Donne – Cooperativa Dedalus), Maria Argenzo (Componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Campania, già Vicepresidente dell’Osservatorio sul Fenomeno della Violenza sulle Donne) e Simona Cappella (Presidente dell’Associazione Forti Guerriere).
L’incontro sarà introdotto dalla videoproiezione del cortometraggio diretto e interpretato da Anna Foglietta, attrice, regista e parte attiva della Fondazione Una Nessuna Centomila, impegnata nel contrasto alla violenza di genere. Impreziosiranno la mattinata anche alcuni monologhi scritti, diretti e interpretati dalle donne dell’Associazione Forti Guerriere.

Dal 2015 ad oggi sono 1046 le vittime di femminicidio in Italia.

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Anna Copertino presenta “Sono Simonetta” al museo archeologico di Nola

La storia della piccola Simonetta Lamberti, vittima innocente della camorra, è raccontata in un libro emozionante. “Sono Simonetta” di Anna Copertino è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. L’autrice terrà la prossima presentazione giovedì 20 novembre alle ore 17 presso il Museo Storico Archeologico di Nola, via Senatore Cocozza, 1. Dopo i saluti del sindaco di Nola Andrea Ruggiero, l’assessore alla Cultura Felice Maggio, l’assessora alle politiche sociali Florinda Aliperta e il direttore del museo Giacomo Franzese, dialogheranno con l’autrice Angela Procaccini scrittrice e madre della piccola Simonetta, il giornalista Lino Zaccaria, la preside del liceo “G.Carducci” Assunta Compagnone, il preside dell’istituto “Bruno Fiore, Sanseverino” Giuseppe Boccia e la presidente dell’Archeoclub di Nola Flora Nappi Ambrosio. Introduce e modera la giornalista Autilia Napolitano.

“Sono Simonetta” è il libro che appartiene al genere della narrativa biografica e memorialistica, con una forte componente di impegno civile. Racconta la vita di Simonetta Lamberti, bambina di 11 anni uccisa dalla camorra il 29 maggio 1982 in un attentato al padre magistrato. Il testo si snoda tra memorie familiari, scritti della stessa Simonetta e testimonianze dirette, offrendo un ritratto intimo e commovente della bambina e del dolore della madre, Angela Procaccini. Il linguaggio è intimo, toccante e riflessivo, con un alternarsi tra narrativa, poesia e saggistica. L’autrice utilizza uno stile profondo e delicato, rendendo il testo accessibile a un pubblico ampio, pur affrontando tematiche dolorose e complesse. “Sono Simonetta” è un libro potente e necessario, che non solo racconta una tragica vicenda, ma diventa strumento di memoria e denuncia. Un testo che merita attenzione sia per il valore storico che per il forte impatto emotivo e civile.

Anna Copertino è redattore capo della testata giornalistica web RoadTv Italia. Ha curato Un giorno per la Memoria, antologia (Homo Scrivens, 2018) in ricordo di ventotto vittime innocenti di mafia, con la quale ha ricevuto diversi Premi. Per il lavoro svolto nella realizzazione e promozione del testo “Maradò, Viaggio Emozionale nella Napoli di Maradona” ha ricevuto il Premio Amo Napoli 2022.

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