Parco Regionale dei Monti Lattari: finanziati otto progetti per la valorizzazione di sentieri, cultura e paesaggio

Il Parco Regionale dei Monti Lattari ha concluso la fase di valutazione delle proposte progettuali presentate dagli enti locali nell’ambito dell’avviso “Progetti, Cammini e Cultura dei Monti Lattari”.

Sono stati finanziati otto progetti presentati da altrettanti Comuni del territorio, per un importo complessivo pari a 80.007,50 euro.

La misura, fortemente voluta dal presidente del Parco Enzo Peluso, mira a sostenere iniziative capaci di valorizzare il patrimonio naturalistico, culturale e storico, con un’attenzione particolare alla rete sentieristica, alla fruizione turistica sostenibile e alla rigenerazione dei luoghi.

Le proposte sono state esaminate da un esperto valutatore secondo criteri tecnici ed economici previsti dal bando. Sei Comuni (Castellammare di Stabia, Tramonti, Agerola, Lettere, Nocera Inferiore e Scala) hanno ottenuto il massimo del punteggio e il finanziamento completo richiesto. Per i Comuni di Pimonte e Corbara, l’importo è stato rimodulato in base al punteggio tecnico ottenuto.

Oggi, presso la Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia, la presentazione dei progetti finanziati, alla presenza dei sindaci e degli amministratori degli otto Comuni beneficiari.

Tra gli interventi finanziati figurano la riqualificazione di sentieri storici come il Sentiero delle 13 Chiese a Tramonti, la creazione di belvedere attrezzati ad Agerola, il miglioramento dell’accessibilità sul Monte Albino a Nocera Inferiore e la valorizzazione del sito medievale di Minuta a Scala. Rilevante anche il coinvolgimento delle scuole, come nel progetto della “Cascata del Lavello” a Castellammare di Stabia.

«Abbiamo voluto premiare la qualità progettuale e l’impegno degli enti locali nel promuovere un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso della nostra identità paesaggistica e culturale – ha dichiarato il Presidente del Parco, Enzo Peluso –. Questi interventi rappresentano un passo concreto verso la costruzione di un’offerta turistica integrata, diffusa e consapevole nei Monti Lattari».

Il Parco accompagnerà ora le fasi di attuazione dei progetti e avvierà un monitoraggio per verificare l’efficacia degli interventi, con l’obiettivo di costruire nel tempo una rete organica e coerente di percorsi e iniziative culturali sul territorio.

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Napoli 2500; con Fringe Festival concerti, performance e laboratori nella Cavea di Piazza Garibaldi

Nell’ambito del Napoli Fringe Festival, rassegna ufficiale di Napoli 2500, la Cavea di Piazza Garibaldi diventa per quattro giorni uno spazio creativo e condiviso, attraversato da suoni, corpi e visioni che mettono al centro la città, la sua pluralità e le sue energie più vive.

Il programma, a cura di Dedalus Cooperativa SocialeCentro Interculturale Officine Gomitoli ed Ethnos Club, propone una serie di appuntamenti gratuiti che intrecciano concerti, performance collettive, laboratori e atti partecipativi.

Si parte il 17 luglio (ore 21:30) con Becoming Napulitan, concerto performativo con Tartaglia Aneuro e la band ambientalista Capone & BungtBangt. Un racconto sonoro di convivenza e trasformazione, per dare voce alle tante anime che abitano Piazza Garibaldi. Una serata per immaginare una Napoli partecipata e plurale, attraverso ritmi urbani e umani che uniscono generazioni, culture e visioni. Sul palco anche Zitti e Buoni, la band nata all’interno del Centro Interculturale Officine Gomitoli, con i giovani protagonisti di un percorso artistico e sociale che racconta il potere della musica come linguaggio comune. L’evento è organizzato da Dedalus Cooperativa Sociale.

Il 18 luglio (ore 20:30) la Cavea si trasforma in uno spazio rituale e simbolico con una performance ideata e diretta da Gigi Di Luca con la collaborazione artistica de La Bazzarra: “Nel cerchio di Neapolis”. Un’opera multidisciplinare che unisce body painting, danza e musica dal vivo, nella quale il cerchio diventa metafora della memoria collettiva della città, delle sue migrazioni, della sua forza inclusiva: un luogo di incontro, abbraccio e identità condivisa. La performance è realizzata con la partecipazione di Veronica Bottigliero (Weronique Art), Marzouk Mejri (canto, percussioni arabe, ney), Gabriella Vitiello Ivano Schiavi (voci recitanti), Compagnia Skaramacay (coreografie di Erminia Sticchi), Allievi Scuola di Teatro La Bazzarra.

Dal 18 al 20 luglio, spazio anche ad “A’ Ferrovia- Atto performativo in progress”. Un progetto di improvvisazione e arte performativa guidato da Maria Benoni e Luca Marcia, che vedrà coinvolte ragazze e ragazzi del territorio in un’esperienza intensiva di laboratorio aperta a tutte e tutti, senza limiti di età o esperienza. Le attività si svolgeranno presso Officine Gomitoli (Piazza E. De Nicola 46) dalle ore 11:00 alle 21:00. Il 19 luglio alle ore 21:00, nella Cavea di Piazza Garibaldi, è quindi prevista una prova aperta al pubblico, che anticipa la grande performance collettiva finale del 20 luglio, ore 21:00, sempre nella Cavea. Il laboratorio è un viaggio immersivo nel potere creativo dell’improvvisazione, che attraverso musica, movimento e voce invita a esprimere bisogni e desideri, lasciando spazio all’imprevedibilità e alla bellezza del fare insieme. Un’esperienza corale e libera, in cui la diversità diventa risorsa e il gruppo motore generativo. Maria Benoni – attiva nella scena indipendente dalle arti performative dagli anni ’80 – e Luca Marcia, musicista e sound designer, condividono da anni il progetto Officine Performing Art, con cui portano l’arte nei luoghi della vita: la strada, il carcere, la comunità.

Tutti gli eventi rientrano nel programma del Napoli Fringe Festival, uno degli appuntamenti più innovativi di Napoli 2500, la grande festa culturale che celebra i 2500 anni della città con spettacoli, mostre e iniziative diffuse. Il Fringe porta le arti performative fuori dai luoghi convenzionali, nei territori e negli spazi urbani, valorizzando il dialogo tra linguaggi, generazioni e comunità.

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Monte Faito, giornata di commemorazione dedicata alle vittime funivia

Il 17 aprile 2025 il Monte Faito è stato scosso da una tragedia che ha portato alla morte di 4 persone che erano a bordo di una cabina della funivia precipitata nel vuoto. A tre mesi esatti, giovedì 17 luglio, il Faito Doc Festival  organizza sul piazzale della Funivia, una giornata in memoria delle vittime con un evento che vede coinvolti l’Associazione Culturale Monteamare in rete con realtà locali tra cui Il Centro Terapeutico-riabilitativo il Camino, Il Cammino dell’Angelo, il Collettivo degli Amici della Filangieri e Radio Asharam, la Profaito OnlusIl Faito Trail, il Comitato Fare Onlusl’AVF e tutti gli esercenti uniti dall’amore per questa terra.

 

«Nel tempo, la Funivia del Faito è diventata molto più di un mezzo: simbolo, musa, attrice di storie e visioni nate col Festival. Il 17 aprile, una tragedia ha spezzato vite e sollevato interrogativi profondi. Pensiamo alle vittime Carmine Parlato, macchinista appassionato; i coniugi Graeme Derek Winn e Margaret Elaine; la giovane Janan Suliman e suo fratello Taheb, miracolosamente sopravvissuto…

Erano venuti come noi e migliaia di turisti per scoprire la bellezza del  Faito.

Non possiamo accettare che questo luogo venga abbandonato: chiediamo verità e giustizia.

La Funivia, nata nel 1952 da un sogno d’amore per questo Monte era un museo sospeso tra cielo e mare.

Un volo di otto minuti che non può svanire e ci teniamo a pregare e ricordare coloro che hanno perso la vita e tutti i loro familiari. Continueremo a raccontare, ricordare, lottare. Perché il Faito vive in chi lo ama», raccontano Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro, che hanno ideato e dirigono il festival che quest’anno giunge alla sua 18a edizione dal 19 al 27 luglio.

La giornata inizierà alle ore 11 con una seduta di yoga guidata da Annamaria De Gennaro, seguita da podcast, momenti di riflessione e testimonianze che coinvolgeranno l’intera comunità: esercenti, lavoratori EAV , religiosi, artisti e cittadini. Dopo un pic-nic, nel pomeriggio si alterneranno intermezzi spirituali e momenti artistici al pianoforte con Giuseppe De Rosa, accompagnando i partecipanti fino alle ore 19, quando avverrà il lancio di palloncini biodegradabili con dei messaggi o preghiere che ciascuno avrà potuto scrivere. Per il bene del Monte Faito, ci si riunirà anche per progettare insieme iniziative da portare avanti durante tutto l’anno.

Il festival si aprirà il 19 Luglio con un Focus speciale sul Monte Faito e la Funivia.  Nella Casa del Cinema che sorge all’interno del bosco, saranno proiettato i cortometraggi realizzati dopo la tragedia del 17 Aprile 2025: “Con gli occhi in su” del Collettivo di Radio Asharam e “Dove sale il cuore” di Anna Delgado con immagini di repertorio, e sarà programmato anche “L’Amore sospeso” di Stefano Cormino del 2012. Entrambi i film durano 8’ proprio il tempo di percorrenza della funivia da Castellammare al Faito.

Lo stesso giorno un omaggio speciale è previsto per l’amato Luigi Torino fondatore della ProFaito e Gigino Vanacore, simbolo di tenacia e amore per questo luogo.

 

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Modena eletta Capitale italiana del volontariato 2026

Modena è stata eletta Capitale italiana del volontariato 2026, vincendo il bando annuale promosso da CSVnet, l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) in partenariato con Forum Terzo SettoreCaritas Italiana, in collaborazione con l’Associazione dei Comuni Italiani – ANCI.
Il 2026, proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come “Anno Internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile“, sarà un anno particolarmente significativo per dare visibilità al lavoro del terzo settore modenese sui temi della sostenibilità in tutte le sue accezioni. A Modena e provincia operano più di 1700 associazioni che promuovono e diffondono la cultura della solidarietà e che negli anni, sempre di più, portano avanti progettualità che generano innovazione sociale, a livello non solo locale. Modena Capitale del volontariato sarà un’occasione preziosa per far conoscere la linfa sociale e solidale di questa provincia e coinvolgere sempre di più la cittadinanza nel sentirsi protagonista, oltre che beneficiaria, di un mondo – quello del Volontariato e del Terzo settore – sempre più indispensabile per la comunità.

“Con la proclamazione di Modena, la Capitale italiana del volontariato entra in una nuova tappa del suo cammino, rafforzando il suo ruolo di strumento collettivo per raccontare e valorizzare l’impatto del volontariato nelle comunità – dichiara Chiara Tommasinipresidente di CSVnet –. Dal 2022, anno in cui Bergamo inaugurò questa esperienza, ogni edizione ha reso visibile, in modo unico, la ricchezza e la vitalità del volontariato nei territori, mostrando come il volontariato locale sappia mettersi in gioco e parlare alla cittadinanza. Modena raccoglie il testimone da Palermo, attuale Capitale in carica, con una proposta forte e inclusiva che guarda al 2026 un anno importante per il volontariato mondiale. Un’occasione preziosa anche per tutto il sistema dei Centri di servizio, che con questa iniziativa promuove una narrazione plurale, radicata e innovativa del volontariato italiano”.

“Si tratta di un’occasione importante per dare rilievo a tutte le attività sociali e solidali della nostra città e per affrontare i temi principali che oggi investono il mondo del volontariato, come l’Amministrazione condivisa nel rapporto con gli enti pubblici, il volontariato giovanile, il rapporto con il mondo imprenditoriale sempre più attento ai temi della solidarietà e del welfare – afferma Alberto Caldana, presidente del Centro di servizio per il volontariato “Terre Estensi” di Modena – Sarà l’occasione per sostenere anche il volontariato del nostro Appennino modenese che gioca in tanti settori un ruolo fondamentale per le comunità più decentrate. Il 2026 sarà per tutti noi un anno intenso di iniziative, dibattiti e momenti culturali che proporremo a tutta la città, volontari e non, nella speranza che crescano la cittadinanza attiva e la solidarietà sociale. Ringraziamo sentitamente il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e l’Arcivescovo Erio Castellucci che hanno sostenuto la nostra candidatura e tutta l’ampia rete di partenariato”.

Il volontariato modenese, dai giovani agli anziani, dalla salute all’ambiente, dalla cultura alla cooperazione internazionale, è attivo in tutti gli ambiti e per ogni fascia d’età, contribuendo ogni giorno a garantire il welfare territoriale. Nella provincia di Modena sono 1.541 gli enti di terzo settore iscritti al Runts – Registro unico nazionale del terzo settore (circa il 14% del totale degli enti di terzo settore della Regione Emilia-Romagna), di cui 542 nel comune capoluogo, una proporzione che equivale a un ente di terzo settore ogni 461 abitanti, escludendo tutte le altre centinaia di realtà con finalità sociali non iscritte al Runts che si vanno a sommare a questo dato. Si stima che sul territorio provinciale sono circa 65mila le persone impegnate in attività di volontariato continuativa; inoltre, molto attivo è il Forum terzo settore della provincia di Modena che include 69 realtà, con il quale il Csv ha da sempre una proficua collaborazione.

“Riteniamo sia un grande riconoscimento per tutte quella realtà che in questi anni hanno svolto un importante servizio per la comunità, negli ambiti più diversi – dice Ruggero Cavani, portavoce Forum terzo settore della provincia di Modena – Sarà l’occasione perfetta per fare conoscere ancora di più queste realtà alla cittadinanza e aprire nuovi percorsi attenti ai bisogni e alle necessità della società di oggi”.

Il motto ufficiale della Città di Modena è “Avia Pervia”, che significa “rendere accessibile l’inaccessibile”. Si ritiene che il volontariato, così radicato in questa città, abbia proprio questa funzione e questo potere: connettere mondi e modi di vivere all’apparenza anche molto lontani tra loro, all’apparenza inaccessibili alla nostra quotidianità, rendendoli invece vicini, accessibili, condivisibili. Come? Attraverso la relazione con l’altro e l’impegno in prima persona. Il volontariato è infatti generatore di connessioni, valori, cultura e pratiche capaci di interagire, integrare, includere e creare legami e ponti tra persone, corpi sociali, sistemi, territori. Saranno proposte iniziative – dibattiti, momenti culturali, laboratori, esperienze concrete di cittadinanza attiva e tanto altro – dove l’elemento unificante sarà il volontariato in tutte le sue declinazioni, la cui presenza e protagonismo si evidenzieranno nelle varie attività.

Palermo, attualmente in carica, passerà idealmente il testimone a Modena il prossimo 5 dicembre 2025, nella Giornata internazionale del volontariato.

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Sostegno scolastico assunzioni in arrivo, ma FISH avverte: «Non basta, serve una svolta culturale»

L’annuncio del Ministero dell’Istruzione sull’assunzione di oltre 54mila docenti, tra cui 13.860 insegnanti di sostegno, è stato accolto con favore dalla FISH – Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie. Si tratta di un passo importante, riconosciuto come positivo anche dalla federazione, che ribadisce però la necessità di andare oltre i numeri per affrontare una criticità strutturale che incide ogni anno sulla qualità dell’inclusione scolastica.

Secondo i dati Istat, oggi più di 66mila posti di sostegno sono affidati a docenti curricolari privi di formazione specifica. Il fenomeno colpisce soprattutto le scuole dell’infanzia e primarie, ed è particolarmente diffuso nelle regioni del Nord. Inoltre, circa 10mila insegnanti di sostegno passano ogni anno su cattedre curricolari, creando instabilità e discontinuità per studenti che avrebbero bisogno di figure stabili e qualificate.

Il presidente di FISH, Vincenzo Falabella, avverte che queste assunzioni, pur essendo un segnale positivo, non possono essere considerate risolutive. Il sistema impiega circa 246mila docenti di sostegno, ma un terzo non è di ruolo e un altro terzo non ha una specializzazione. Una situazione che riflette un problema strutturale e non temporaneo, aggravato anche dai ritardi cronici nelle nomine: all’inizio dello scorso anno scolastico, l’11% dei posti risultava ancora scoperto.

Per FISH è dunque necessario un cambio di passo, a partire dalla creazione di una classe di concorso specifica per il sostegno e da un investimento deciso nella formazione, anche degli insegnanti curricolari. La scuola, ricorda la FISH, è il primo luogo in cui si formano i cittadini di domani. Garantire pari opportunità educative significa investire davvero in un Paese più giusto e inclusivo.

 

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