16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Il fiuto infallibile del cane antidroga “Thelma” del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno ha portato, nella mattinata odierna, all’arresto di un 34enne di Maddaloni, sorpreso dai militari dell’Arma in possesso di sostanza stupefacente e materiale vario per il confezionamento delle dosi. L’operazione è stata condotta dai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Maddaloni, con il determinante supporto delle unità Cinofile, impegnate in una mirata attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dei reati in materia di stupefacenti.
I sospetti dei Carabinieri hanno trovato riscontro all’esito di una perquisizione personale e domiciliare eseguita presso un’abitazione del centro cittadino di Maddaloni, che ha permesso di rinvenire, ben occultati all’interno di un comodino della camera da letto, 36 grammi haschish, un bilancino di precisione e materiale utilizzato per il confezionamento delle singole dosi. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati 150 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di cessione al dettaglio.
Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, mentre per il 34enne, già noto alle forze dell’ordine, sono scattate le manette.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni interviene sul disegno di legge, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce nuove disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché norme per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.
“Il provvedimento, che andrà ora calendarizzato alle Camere, introduce una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori” commenta Terragni. Tra i principali contenuti: contrasto all’immigrazione illegale e “blocco navale”; requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari; modifiche al Testo unico immigrazione e protezione internazionale; sanzioni e controlli; attuazione del Patto Ue e altre deleghe al Governo.
“Per quanto riguarda in particolare i minori stranieri non accompagnati – 17 mila secondo gli ultimi dati disponibili, maschi in nove casi su 10, 16-17enni in otto casi su 10 – le nuove norme non dovrebbero incidere sostanzialmente sul cosiddetto “prosieguo amministrativo” che garantisce continuità di sostegno e protezione per i minori stranieri non accompagnati (Msna) più fragili” aggiunge l’Autorità garante. “Sembrerebbe che la nuova previsione normativa nella sostanza riduca solamente il periodo temporale del prosieguo fino al diciannovesimo anno, anziché fino al ventunesimo, rafforzando invece la specifica previsione di una produzione documentale da parte dei servizi sociali in ordine alle motivazioni attese alla richiesta di proseguo. Va tuttavia sottolineato che, a fronte del crescente numero di vulnerabilità e del cambiamento nella composizione della popolazione giovanile migrante, il prosieguo amministrativo può avere un reale impatto positivo solo se accompagnato da interventi integrati delle équipe multidisciplinari degli enti locali, mirati a rispondere alle specifiche fragilità dei ragazzi, più che a criteri temporali legati alla durata del prosieguo”.
“Anche, altra possibile innovazione, il trasferimento della competenza sul rimpatrio assistito degli Msna dai tribunali per i minorenni ai prefetti, ovvero da un ambito giurisdizionale a uno amministrativo – osserva ancora Terragni – per quanto apparentemente problematico non cambierebbe nella sostanza la situazione di questi ragazzi, tenuto conto del fatto che in ogni caso il rimpatrio dei minori è, e resterebbe, un atto volontario e che comunque sembrerebbe previsto nella nuova norma il preventivo parere favorevole del tribunale per i minorenni per l’emissione del provvedimento da parte del prefetto”.
“Vero focus del tema Msna – tiene a sottolineare Marina Terragni – è, e continuerà a essere, il sistema di accoglienza su cui l’Autorità garante lavora con continuità. Oltre agli interventi in collaborazione con gli organismi internazionali in ordine alla partecipazione degli Msna, l’Agia sta realizzando due progetti nazionali con fondi europei (Fami). Uno riguarda il rafforzamento e il sostegno del sistema della tutela volontaria, l’altro il miglioramento del sistema di accoglienza degli Msna attraverso il rafforzamento della capacità e dell’esperienza degli enti locali di promuovere e accompagnare affidamenti familiari di minorenni migranti”.
“Il vero cambiamento per il destino di questi ragazzi – conclude Terragni – è infatti lavorare per un aumento significativo della quota delle famiglie affidatarie, al momento ferma al 4%, soluzione che con ogni evidenza è e resta lo strumento più efficace per assicurare loro integrazione e inserimento nella nostra società”.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
“Le ho dato solo due schiaffi”. È questa la frase pronunciata da un 31enne arrestato dai Carabinieri della stazione di Villaricca al termine di un intervento scattato dopo la denuncia della compagna.
La vicenda si è consumata nel primo pomeriggio. Erano passate da poco le 14 quando una donna di 28 anni si è presentata al citofono della caserma dei Carabinieri. Era visibilmente agitata e con lei c’era uno dei due figli della coppia, un bambino di cinque anni. Ai militari ha raccontato di essere fuggita dall’abitazione dopo essere stata nuovamente aggredita dal compagno.
I Carabinieri hanno raccolto la testimonianza della donna, che ha riferito di violenze ripetute nel corso degli ultimi mesi. Sul corpo presentava evidenti segni compatibili con percosse, tra cui lividi violacei visibili anche nelle parti non coperte dagli abiti.
Secondo quanto ricostruito, alla base degli episodi ci sarebbero stati frequenti scatti di gelosia sfociati in aggressioni fisiche, tra schiaffi e calci.
Dopo aver ascoltato il racconto della vittima, i militari hanno raggiunto l’abitazione della coppia, dove hanno trovato il 31enne. Durante le fasi dell’intervento, l’uomo avrebbe ammesso di aver colpito la compagna, sostenendo di averle dato “solo due schiaffi”.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ed è stato trasferito in carcere.
La donna è stata invece accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano, dove i sanitari le hanno diagnosticato lesioni con una prognosi di 20 giorni.
Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri per ricostruire nel dettaglio la vicenda e verificare eventuali episodi precedenti.
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Nelle abitazioni degli italiani si nasconde un piccolo patrimonio dimenticato, fatto di vecchi smartphone, caricabatterie inutilizzati e piccoli elettrodomestici che hanno smesso di funzionare. Secondo le ultime stime, si parla di oltre 200 milioni di apparecchiature elettriche ed elettroniche abbandonate in cassetti o cantine, con una media di circa 9 pezzi per ogni nucleo familiare. Questi oggetti, definiti tecnicamente RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), rappresentano oggi una delle sfide ambientali più urgenti ma anche una straordinaria opportunità per l’economia circolare.
Una risorsa preziosa tra rischi e opportunità
I RAEE non sono comuni rifiuti indifferenziati. La loro natura è duale: da un lato contengono materie prime critiche e materiali riciclabili che possono essere immessi nuovamente nei cicli produttivi ; dall’altro, nascondono sostanze altamente inquinanti che, se disperse, possono causare danni irreversibili alla salute umana e agli ecosistemi.
Il panorama globale è tuttavia allarmante: secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 sono state generate ben 62 milioni di tonnellate di RAEE , ma solo il 22,3% è stato ufficialmente raccolto e riciclato correttamente. Il restante volume alimenta i cosiddetti “flussi sommersi”, finendo spesso in discariche abusive o venendo gestito illegalmente senza alcuna garanzia ambientale.
La normativa “Uno contro Zero”: smaltire senza acquistare
Per contrastare la dispersione di questi rifiuti, la legislazione italiana (D.Lgs. 49/2014) prevede uno strumento fondamentale: il ritiro “Uno contro Zero”. Questa norma consente ai consumatori di consegnare gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni (lato inferiore a 25 cm) presso i punti vendita di elettronica con superficie superiore a 400 m², senza alcun obbligo di acquisto di un nuovo prodotto. È la soluzione ideale per disfarsi di cavetti, telecomandi, spazzolini elettrici o piccoli utensili da cucina.
Missione RAEE: i risultati del monitoraggio sul campo
Ma quanto è davvero semplice usufruire di questo servizio? L’indagine “Missione RAEE: Zero scuse!”, realizzata dai volontari di Legambiente tra il 1° novembre e l’8 dicembre 2025 , ha testato la reale applicazione della norma attraverso l’invio di “clienti misteriosi” in 141 punti vendita di 14 diverse catene elettroniche.
I risultati mostrano luci e ombre:
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Conoscenza del servizio: L’84,4% degli addetti alle vendite ha risposto correttamente alla richiesta di conferimento. Tuttavia, nel 15,6% dei casi i commessi ignoravano questa possibilità , spesso sostenendo erroneamente che il ritiro fosse limitato alle sole lampadine o vincolato all’acquisto di un nuovo prodotto (regola dell’1 contro 1).
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Successo della consegna: Complessivamente, nell’85,8% dei casi il cliente è riuscito a consegnare il proprio rifiuto. Nel 14,2% dei casi, invece, il ritiro è stato negato nonostante l’obbligo di legge.
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Visibilità: Una nota dolente riguarda l’accessibilità dei contenitori; solo nel 59,2% dei casi il rifiuto è stato riposto in cassoni dedicati e ben visibili all’interno del negozio.
Analisi regionale: eccellenze e criticità
Il monitoraggio ha evidenziato forti disparità territoriali. La Lombardia guida la classifica per la preparazione del personale (93,3% di risposte positive) , mentre la Puglia e la Valle d’Aosta hanno registrato il 100% di successi nel conferimento dei rifiuti. Maggiori difficoltà si sono riscontrate in Campania e Sardegna, dove circa un terzo del personale ignorava la normativa e, in Campania, il ritiro è stato negato in quasi il 37% dei casi monitorati
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16 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
La musica può colorare i sogni e accendere sorrisi, anche dove la vita è più difficile. Da questa visione nasce “ARCOBALÌ… Un sogno da colorare”, il progetto solidale dell’Associazione Coloriamo i Sogni che, insieme a Caritas italiana e Givova, dona ingressi a concerti ed eventi musicali a persone e famiglie in difficoltà. Un gesto concreto che trasforma la musica in inclusione, partecipazione e speranza. Un’iniziativa itinerante che attraverserà l’Italia creando una vera catena solidale: ogni palco diventa un luogo di condivisione, ogni evento una tappa di un sogno collettivo. Il progetto Arcobalì per iniziare ha ricevuto l’appoggio di due grandi protagonisti della musica live: Ferdinando Salzano per Friends & Partners e Clemente Zard per Vivo Concerti. Al fianco del progetto anche Givova che lo sosterrà con un’edizione speciale dedicata.
Enrico Garnero, Presidente dell’Associazione Play To Give, sottolinea: «Crediamo fortemente in Arcobalì perché una mascotte sa regalare sorrisi, ma questo progetto unisce simpatia e solidarietà concreta: offre a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di vivere qualche ora sotto il palco dei grandi artisti che riempiono le nostre vite. Grazie ai produttori, agli artisti e a Givova per aver scelto di sostenere una solidarietà vera».
Il Presidente di Givova, Giovanni Acanfora e l’Amministratore Avv. Giuseppina Lodovico aggiungono: “Sostenere “ARCOBALI’ UN SOGNO DA COLORARE” significa per GIVOVA trasformare un’idea piena di amore in un impegno concreto”.
In occasione del Festival 2026 a Sanremo, nella prestigiosa cornice di Casa Bontempi, ARCOBALI’ diventerà il simbolo di una catena solidale che unisce persone, emozioni e sogni. La collaborazione con Caritas, che permetterà di donare la possibilità di vivere l’emozione del Festival a chi affronta situazioni di difficoltà, rappresenta un segnale tangibile del nostro impegno verso inclusione e condivisione.
Con una speciale edizione limitata di maglie GIVOVA dedicate al progetto, vogliamo celebrare un’iniziativa che unisce musica, creatività e solidarietà, con l’obiettivo di colorare i sogni di grandi e piccoli, senza distinzione. Crediamo che lo sport, la musica e gli eventi siano strumenti straordinari per creare connessioni autentiche e lasciare un segno positivo nella comunità”.
Anche Don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana evidenzia come la povertà sia spesso esclusione dalla vita sociale e culturale: “offrire la possibilità di partecipare a un concerto significa restituire normalità, appartenenza e dignità”. A Sanremo 2026 ARCOBALÌ inizierà il suo viaggio: un viaggio fatto di musica, emozioni e sogni da colorare insieme.
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