Influenza, pronto soccorso pieni: «Andare in ospedale senza aver consultato il medico di famiglia è inutile e pericoloso»

«Non recatevi in pronto soccorso senza aver prima contattato il medico di famiglia: non solo è inutile, ma rappresenta anche un rischio per i pazienti fragili e per gli anziani, che possono facilmente contrarre infezioni ospedaliere». A lanciare l’appello è il segretario regionale vicario della Fimmg, Luigi Sparano, in riferimento all’aumento degli accessi registrato in questi giorni, legato all’avvicinarsi del picco influenzale. Sparano raccoglie e rilancia l’invito ai cittadini che arriva dall’ospedale Cardarelli e dagli altri nosocomi partenopei, sottolineando come si stia rafforzando un legame sempre più stretto tra ospedali e medicina generale.

Un’alleanza fondamentale per trasferire alla popolazione un messaggio chiaro: «Il primo riferimento è e deve essere il medico di medicina generale. Purtroppo – evidenzia Sparano – molto spesso i pazienti si dirigono direttamente al pronto soccorso senza alcun contatto preliminare con il medico di famiglia, spinti dall’angoscia di doversi sottoporre a esami diagnostici non sempre disponibili sul territorio. Tuttavia, la maggior parte delle problematiche respiratorie è legata a forme virali sulle quali possono innestarsi infezioni batteriche opportunistiche, condizioni che possono essere gestite con tranquillità a domicilio, seguendo le indicazioni del medico di medicina generale che prende in carico il paziente».

Il medico di famiglia, sottolinea Sparano, è colui che meglio di chiunque altro conosce il paziente, le sue patologie croniche e la polimorbilità, ed è quindi fondamentale ricorrere prioritariamente al contatto con il proprio medico di medicina generale. Dalla Fimmg Campania arriva anche l’invito a proseguire con le vaccinazioni almeno fino alla fine di gennaio. «Il riscontro è chiaro ed evidente – afferma Sparano –: la gran parte delle polmoniti che osserviamo riguarda soggetti non vaccinati. Quasi la totalità dei pazienti che hanno sviluppato una polmonite non aveva effettuato il vaccino antinfluenzale». È necessario, conclude, rafforzare il legame con i cittadini, perché i medici di medicina generale sono pronti a fornire tutte le risposte necessarie e sono facilmente contattabili. «Rivolgersi ai pronti soccorso senza aver consultato prima il medico di famiglia non ha alcun senso dal punto di vista diagnostico, terapeutico e della sicurezza del paziente».

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VIOLENZA DOMESTICA: 37ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI PER MALTRATTAMENTI, LESIONI E ATTI PERSECUTORI

Nella mattinata di ieri, 6 gennaio 2026, a Villa di Briano in provincia di Caserta, i Carabinieri della Stazione di Cesa, con il supporto dei militari della Stazione di San Marcellino, hanno arrestato, nella flagranza dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali e atti persecutori, un 37enne residente nel comune dell’agro aversano. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è ritenuto responsabile di aver aggredito, per futili motivi e all’interno dell’abitazione familiare, la compagna convivente, una giovane donna del luogo, incensurata.

A seguito dell’aggressione, la vittima è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa, dove le sono state riscontrate gravi lesioni, tra cui una frattura scomposta a carico del sacro (S5), oltre a escoriazioni multiple al volto e al capo. I sanitari hanno giudicato le lesioni guaribili in 35 giorni. L’arrestato, al termine delle formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, tempestivamente informata dai militari operanti. L’intervento rientra nel costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati di violenza domestica e nella tutela delle vittime, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e disagio familiare.

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Il valore della formazione: volontario della Protezione Civile salva un 65enne a Torre del Greco

Un intervento tempestivo e lucido, capace di salvare una vita umana gravemente in pericolo, mettendo in pratica le tecniche di primo soccorso apprese durante un corso tenuto da Csv Napoli. Il fato, a volte, trasforma in un attimo una persona qualunque in un eroe. È quanto accaduto a Domenico Ubaldo, 46 anni, da almeno tre lustri volontario della Protezione Civile, prima ad Airola e oggi a Torre del Greco.

Proprio nella città del corallo, Domenico si è reso protagonista di un gesto che ha cambiato il destino di un 65enne del luogo. È lui stesso a raccontarlo a Comunicare il Sociale.
«Nella mattinata del 30 dicembre mi trovavo per motivi personali in via Falanga, a Torre del Greco, quando d’improvviso mi sono accorto di quest’uomo svenuto a terra, privo di sensi a causa di un attacco di cuore. Non ci ho pensato un attimo e, nonostante fossi fuori servizio, mi sono precipitato per aiutarlo, applicando un massaggio cardiaco e ricordandomi il modo corretto di intervenire grazie a quanto imparato durante un corso BLSD di primo soccorso seguito al Centro di Servizio del Volontariato dell’area metropolitana di Napoli».

Per quasi trenta minuti Domenico tenta di far riprendere conoscenza al 65enne, che appariva ormai senza speranza.
«Fondamentale in situazioni del genere è mantenere il sangue freddo, ed è ciò che ho fatto. Ho massaggiato il cuore di questa persona fino a quando non sentivo più le braccia e le mani. All’inizio non sembrava più dare segni di vita: il cuore batteva pianissimo e anche la pressione dei polsi era sempre più tenue».

Progressivamente, però, l’uomo inizia a dare nuovamente segni di vita.
«Ha cominciato a tossire – afferma ancora Domenico – e lì ho compreso che la tecnica di primo soccorso che stavo utilizzando stava funzionando. Nel frattempo ero al telefono con i sanitari del 118, ai quali avevo chiesto di giungere sul posto, e invitavo i curiosi ad allontanarsi per permettere all’infartuato di respirare».

Giunti in via Speranza, i medici utilizzano un defibrillatore e trasportano il 65enne all’ospedale Maresca di Torre del Greco, stabilizzandone il quadro clinico. Come conferma Domenico Ubaldo, l’uomo ora sta bene e si riprenderà, pur restando sotto osservazione.

«Devo ringraziare pubblicamente Csv Napoli per avermi insegnato tecniche utilissime durante il corso. Ho messo in pratica quanto imparato. Che bella sensazione sapere di aver strappato dalla morte un essere umano! Non nascondo di aver pianto due o tre volte dall’emozione. Ora voglio incontrare questa persona, abbracciarla e assicurarmi che stia bene».

Infine una riflessione sul ruolo del volontariato:
«C’è chi dubita dell’utilità della Protezione Civile e dei suoi volontari, ma non è così, come dimostra questa vicenda. È vero, qualcuno mi ha ringraziato. Altri invece restano scettici sul nostro ruolo».

                                  di Antonio Sabbatino

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CAPODANNO IN CAMPANIA: COLDIRETTI/IXE’ 131 EURO A FAMIGLIA DEL SUD PER IL CENONE (+7%)

Anche le famiglie della Campania spenderanno in media 131 euro per il cenone di Capodanno, una cifra in aumento del 7% rispetto al 2024, con la maggior parte che trascorrerà la serata in casa, anche se quasi uno su sei sceglierà di festeggiare fuori tra ristoranti, agriturismi e pizzerie. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ in vista della notte di San Silvestro, durante la quale si prevede una media di sette commensali per tavola.
I cittadini del Sud sono i più spendaccioni, seguiti da quelli delle Isole (113) e del Centro (107), mentre il Nord Ovest e il Nord Est si fermano rispettivamente a 92 e 84 euro. Anche l’età incide sulla spesa: la fascia dai 35 ai 44 anni prevede un esborso medio di 118 euro, contro i 95 euro degli over 64.
Il 42% degli italiani cenerà e attenderà la mezzanotte nella propria abitazione, mentre un altro 42% sarà ospite di parenti o amici; il 16%, invece, ha optato per una cena fuori casa.
La spesa per il cenone divide comunque le famiglie: il 30% riuscirà a contenere il budget entro i 50 euro, il 28% spenderà tra i 50 e i 100 euro, e il 22% arriverà a 150 euro.
Non mancano poi coloro che investiranno cifre più alte, fino a 200 euro (11%), 300 euro (5%) o anche oltre (4%).
La tendenza generale è quella di puntare su un menù “tricolore”, con piatti locali e ingredienti a chilometro zero, in linea con la tradizione gastronomica italiana che domina dall’antipasto al dolce, rileva Coldiretti/Ixe’. Crescono anche gli agriturismi: oltre 400mila ospiti sono attesi per il Capodanno 2025, in aumento del 5% rispetto al 2024, spinti dalla voglia di un’atmosfera conviviale e genuina, ma anche dall’attrattiva della cucina italiana riconosciuta Patrimonio Unesco.
Protagonista delle tavole del Capodanno sarà ancora una volta lo spumante italiano, con oltre 100 milioni di bottiglie che vengono stappate durante le feste, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea-Uiv.e Ixe’, con la notte di San Silvestro che rappresenta tradizionalmente il picco del consumo di vino frizzante in Italia.
Se il Prosecco continua a guidare la classifica delle produzioni nazionali, con un’incidenza di quasi i 2/3 sul totale imbottigliato – secondo Coldiretti – sulle tavole delle festività si trova ormai un’ampia varietà di bottiglie. Il mercato delle bollicine vede al secondo posto l’Asti, seguito da Asolo, Franciacorta e Trento. Fra le piccole produzioni spazio alla Falanghina, anche nella versione spumantizzata, che ha conquistato la tavola dei cittadini della Campania ormai da tempo.

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Il gusto dell’inclusione: la rivoluzione gentile di Si Può Dare di Più

Un piatto servito con cura, un sorriso dietro un vassoio, una pizza impastata con la determinazione di chi cerca il proprio posto nel mondo. L’Associazione Si Può Dare di Più è tutto questo e molto altro ancora. Nata nel 2014 dal coraggio di trenta famiglie, oggi è un riferimento per oltre cento soci e un laboratorio quotidiano di possibilità, crescita e autonomia per ragazze e ragazzi con disabilità cognitivo-comportamentali 

Tra le tante attività svolte c’è il Catering Inclusivo, un progetto che ha cambiato il modo di raccontare il lavoro sociale. Non un servizio da acquistare, ma un’esperienza da condividere: la trasformazione della formazione in realtà, dell’entusiasmo in professionalità, dei sogni in opportunità concrete. I ragazzi vengono formati da maître, chef, tutor ed educatori, imparano la mise en place, il servizio, la preparazione delle pietanze, la gestione del cliente. Ogni evento diventa un’occasione per mettersi alla prova, crescere, sentirsi parte di una squadra che crede nelle loro capacità 

Dal 2024 il catering ha trovato un’accelerazione significativa: collaborazioni con festival, convegni universitari, enti pubblici, grandi aziende. Dalla partecipazione al Capability Festival del Maschio Angioino, ai servizi presso l’Università Federico II, l’Albergo dei Poveri, il Dipartimento di Agraria, fino agli eventi aziendali in cui i ragazzi hanno lavorato fianco a fianco con professionisti esperti, ricevendo un compenso e, soprattutto, un riconoscimento vero del loro valore 

L’inclusione, qui, ha un sapore speciale. È quello della pizza preparata nel corso con il maestro pizzaiolo; dei piatti elaborati nella cucina professionale messa generosamente a disposizione dal Petrone Group; del servizio di sala curato da chi ha imparato che l’attenzione al dettaglio è una forma di rispetto. Ed è anche il sapore di un’amicizia che cresce: quella con realtà solide e prestigiose come Rossopomodoro, che negli anni ha aperto le sue porte, i suoi laboratori, la sua competenza, riconoscendo nel progetto un esempio concreto di responsabilità sociale d’impresa.

Il catering inclusivo di Si Può Dare di Più non è solo un ramo dell’associazione: è il simbolo di una rivoluzione gentile. È l’idea che il lavoro possa diventare strumento di autonomia, che il talento possa emergere anche dove non ce lo si aspetta, che la fragilità possa trasformarsi in forza quando trova un ambiente capace di accoglierla.

Non c’è solo il catering, naturalmente. Tanti altri sono i percorsi – arte, teatro, laboratori artigianali, orto, autonomia – che alimentano creatività, manualità, capacità relazionali e autostima. Progetti che completano la crescita dei ragazzi e rendono ancora più solido il loro cammino verso l’autonomia 

Ma è attorno a un tavolo, con un vassoio in mano o un grembiule allacciato, che avviene la magia più grande: quella di sentirsi utili, capaci, presenti. E di scoprire che sì, davvero… si può dare di più.

 

di Francesco Gravetti

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