Ci ha lasciato questa mattina l’amico e maestro Rosario Pastore. Rosario è stato una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo napoletano, per decenni volto e penna de «La Gazzetta dello Sport» in Campania. Aveva 86 anni e da tempo viveva a Bacoli insieme alla famiglia. Lascia la moglie, le due figlie e i nipoti. Una carriera lunga oltre cinquant’anni, quella di Rosario, cominciata a Roma tra le pagine di «Momento Sera» e i microfoni della redazione sportiva Rai di Napoli, poi  «La Notte» . Dopo l’esame professionale per Rosario si aprirono le porte della Gazzetta, dove sarebbe diventato capo servizi per la Campania. Fu lì, nella redazione partenopea della “rosea”, che visse la stagione più intensa della sua carriera: oltre quarant’anni al seguito del Calcio Napoli, coincisi con l’epopea di Diego Armando Maradona. Abbiamo avuto la fortuna e l’onore di condividere con Rosario un pezzetto della sua carriera professionale quando, ormai in pensione, decise di venire a supportare la nostra giovanissima redazione.

Era il 2011 e Rosario con la sua eleganza, bontà d’animo ed enorme professionalità si mise al servizio di un gruppetto di giovani giornalisti che volevano raccontare il mondo del volontariato, dell’associazionismo e del terzo settore attraverso le colonne e le pagine web di Comunicare il Sociale. Rosario divenne uno di noi, non ci “comandò” mai, anzi visse le dinamiche di redazione come fosse un ragazzino alle prime armi. Durante le giornate di lavoro  ci incantava con racconti e aneddoti sul Napoli di Maradona, sulla trattativa che portò Diego a Napoli e sulla genialata di andare a seguire la finale mondiale di Messico 86 a casa del Pibe de oro in Argentina. Non gli piaceva essere chiamato “decano”, men che meno “maestro” (anche se noi lo dicevamo, e lo continuiamo a fare, con sincera ammirazione), e ha scelto di non essere coinvolto nelle tante trasmissioni che sono nate attorno al Napoli di ADL. “Il mio l’ho fatto e l’ho vissuto- ci ripetevi spesso- ora tocca a voi” mentre, con la sensibilità e l’umiltà dei grandi, correggevi i pezzi e ti confrontavi con noi sui titoli da mettere agli articoli.  Grazie per quello che ci hai lasciato Rosario. Alla tua famiglia va il nostro affetto e la nostra vicinanza per aver perso un persona speciale come te. Ciao Maestro, buon viaggio.

La redazione di Comunicare il Sociale

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