A scuola la sostenibilità può cominciare anche da un gesto apparentemente semplice. Sedersi a tavola, prendere un piatto di ceramica e riempire la propria borraccia. A Baronissi, in provincia di Salerno, la mensa scolastica sceglie di ridurre il ricorso al monouso e porta la cultura della sostenibilità direttamente tra i banchi. La scelta dei piatti in ceramica e delle borracce non è soltanto una questione organizzativa. È un’occasione educativa. Perché se un bambino impara a non utilizzare una bottiglia di plastica ogni volta che ha sete, o a utilizzare una stoviglia destinata a essere lavata e riutilizzata, la sostenibilità smette di essere una parola astratta e diventa un comportamento quotidiano.

La novità si inserisce nel servizio di refezione scolastica 2026/2027 del Comune di Baronissi, destinato agli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie che frequentano le classi con tempo scuola di 40 ore settimanali nei plessi in cui è previsto il servizio. Le iscrizioni sono state aperte a fine agosto. La mensa non è soltanto il luogo in cui viene consumato un pasto. È uno spazio di socialità, di autonomia e di apprendimento. I bambini imparano a stare insieme, a rispettare i tempi degli altri, a conoscere il cibo e, attraverso scelte come quella delle stoviglie riutilizzabili e delle borracce, possono familiarizzare con l’idea che anche le proprie abitudini hanno un impatto sull’ambiente. In questo senso la sostenibilità entra nella scuola non attraverso una lezione teorica, ma attraverso un gesto ripetuto ogni giorno. È un approccio che assume ancora più valore se si considera quanto sia importante costruire fin dall’infanzia una consapevolezza sul consumo delle risorse e sulla produzione dei rifiuti. Eliminare o ridurre il monouso significa infatti intervenire a monte, prima ancora che il rifiuto venga prodotto. E significa soprattutto abituare le nuove generazioni a considerare il riutilizzo come una pratica normale, non come un comportamento eccezionale.

La scelta riguarda anche il rapporto tra scuola e territorio. I servizi scolastici, infatti, sono una delle forme più concrete attraverso cui un’amministrazione comunale entra nella vita quotidiana delle famiglie. Se la sostenibilità viene praticata a scuola, coinvolge contemporaneamente bambini, insegnanti, personale della mensa e famiglie. Il comportamento appreso a pranzo può uscire dall’edificio scolastico e arrivare nelle case.

Un piatto di ceramica racconta che qualcosa non viene utilizzato e buttato via dopo un solo pasto, ma che torna a tavola il giorno successivo. La borraccia racconta la stessa idea. «Abbiamo scelto di investire sulla mensa scolastica perché la qualità della scuola passa anche dalla qualità dei servizi che ogni giorno offriamo ai nostri bambini. Con un investimento di circa 20 mila euro abbiamo acquistato otto lavastoviglie industriali e nuovi mobiletti in acciaio, intervenendo direttamente nei plessi che ospitano il servizio. È un investimento concreto, che migliora le condizioni di lavoro e rende più efficiente la gestione della refezione. Ma abbiamo voluto fare un passo in più anche per i nostri bambini, prevedendo piatti in ceramica. A seguire, dopo il 21 settembre, nei giorni successivi all’avvio della mensa, ci recheremo nelle scuole per consegnare anche le borracce ai bimbi che usufruiscono del servizio. Sono scelte che parlano di attenzione, qualità e rispetto per l’ambiente. Vogliamo che le loro famiglie possano contare su una refezione organizzata, funzionale e all’altezza delle aspettative», ha detto la sindaca di Baronissi, Anna Petta.

 

di Ciro Oliviero

L’articolo A tavola senza usa e getta: così la mensa diventa una lezione di sostenibilità proviene da Comunicare il sociale.