Dal 13 aprile al 28 aprile 2026 21 ritratti raccontano violenza di genere e tumore al seno. Gimigliano: “Ogni cicatrice può diventare forza”
Da oggi al 28 aprile 2026 la Galleria del Mare del Porto di Napoli ospita la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, un progetto che porta nel cuore della città un forte messaggio sociale legato ai diritti e alla salute delle donne. L’iniziativa nasce per celebrare i dieci anni del progetto omonimo, che negli ultimi anni ha trovato spazio anche in televisione, e sceglie la fotografia come strumento per affrontare due emergenze ancora centrali: la violenza di genere e il tumore al seno. Il percorso espositivo si compone di 21 grandi ritratti che non si limitano a rappresentare, ma restituiscono esperienze vissute: donne che hanno deciso di trasformare il proprio dolore in consapevolezza e in un racconto pubblico di forza e rinascita. Accanto alle protagoniste compaiono anche testimonial e figure impegnate nel sociale, premiate con il Camomilla Award, che contribuiscono a dare ulteriore risonanza al messaggio della mostra e al suo valore di sensibilizzazione.
Alla base del progetto c’è il percorso personale di Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, che ha trasformato la propria esperienza di malattia e il suo impegno contro la violenza sulle donne in un’azione continua di sensibilizzazione e impegno civile, che spiega: “Dieci anni fa avevo una storia segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Loredana Raia, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania, che ha dichiarato: “Arrivando qui e osservando questi 21 ritratti di Tiziana Luxardo, che raccontano storie di rinascita e di coraggio femminile, è stato davvero molto emozionante. Da queste immagini emerge una forza straordinaria che incoraggia, e deve incoraggiare, soprattutto le donne vittime di violenza e quelle colpite da una violenza sanitaria, come nel caso del tumore al seno”.
Tre storie diverse, profondamente legate al territorio, hanno dato voce a percorsi di dolore trasformati in testimonianze di resilienza. A raccontarsi sono state Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani e Filomena Lamberti. Così Antonietta Tuccillo, originaria di Saviano, paziente oncologica affetta da tumore ovarico in fase cronica e oggi stilista: “Il messaggio che lancio da combattente è che non bisogna mai fermarsi. Io non mi sono fermata, non voglio fermarmi e attraverso le mie creazioni voglio ancora vivere e creare bellezza e donarla a tutte le altre”. Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio: l’ex marito, Ciro Russo, evaso dai domiciliari a Ercolano, la raggiunse a Reggio Calabria per darle fuoco: “Durante la malattia mi sono sentita protetta in ospedale, ma una volta tornata a casa mi sono ritrovata sola, senza strumenti e senza cure adeguate. Stavo perdendo la vista e solo grazie a Women for Women e a Donatella Gimigliano ho potuto accedere a un intervento fondamentale. Per me è stato un percorso difficile, ma reso possibile dall’aiuto concreto ricevuto nei momenti più critici”.
Filomena Lamberti, di Salerno, prima donna in Italia aggredita con acido solforico: “Il mio volto racconta una donna che ha perso la propria identità, ma anche la consapevolezza di una doppia violenza: quella fisica sulle donne e quella che colpisce chi affronta una malattia come il tumore. In entrambi i casi la vita cambia radicalmente e troppo spesso si resta soli, anche da parte delle istituzioni. Sono 13 anni che porto la mia testimonianza nelle scuole e in tutta Italia, per parlare ai giovani e promuovere una cultura del rispetto, perché il rispetto è ciò che può fermare la violenza. Oggi sono una donna libera e consapevole del valore della mia libertà”.
Esperienze differenti ma unite da una stessa traiettoria di resistenza e ripartenza. Nel corso dell’incontro è stato inoltre conferito il Camomilla Award, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, a Cristina Savarese, giovane madre di Pompei sopravvissuta a una grave aggressione domestica insieme ai suoi figli. La mostra richiama il simbolismo del kintsugi, l’arte giapponese che trasforma le fratture in valore, espresso in uno scatto che ritrae Valentina Pitzalis insieme alla sorella Francesca, unendo due storie di dolore in un’unica immagine di rinascita. Il percorso è arricchito da QR code che permettono di ascoltare le voci delle protagoniste, mentre le fotografie sono firmate da Tiziana Luxardo. La scelta della Galleria del Mare del Porto di Napoli valorizza un luogo aperto e simbolico, legato al mare come spazio di passaggio, incontro e ripartenza, rendendo la mostra accessibile e parte della vita culturale della città.
di Adriano Affinito
L’articolo A Napoli la mostra “Women for Women Against Violence” tra arte, testimonianze e rinascita proviene da Comunicare il sociale.
