23 Mag, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- «Nella zona litoranea sono concentrate le maggiori ricchezze del Comune: il lago, il mare, gli scavi per cui basterebbe valorizzarle per dare il rilancio non solo delle frazioni di Lago Patria, Varcaturo e Licola, ma dell’intera Giugliano partendo dallo sfruttamento sostenibile di queste ricchezze per il rilancio turistico del territorio» secondo Carla Rimoli, assessore alla fascia costiera di Giugliano.
Sebbene i tre centri abitati si affaccino sulla costa il mare risulta estromesso dalla vita dei più, chiuso dagli alti muri di lidi spesso abusivi e privo di un lungomare vero e proprio.
«Bisogna abbattere tutti i muri che impediscono di vedere il mare costruendo un passeggio e imponendo ai privati di lasciare delle spiagge pubbliche come previsto dalla legge- per Lucia De Cicco de l’ECO della fascia costiera le priorità sono sotto gli occhi di tutti-: il mare potrebbe essere la prima attrattiva turistica e creare tanti posti di lavoro. Penso alla spiaggia a Licola Mare che negli anni passati il Comune aveva concesso alla ex base Nato e che doveva essere restituita con il ripristino dello stato dei luoghi, mentre il benefit concesso al Comune è stato di 60 mila euro a fronte dei 100 mila necessari al solo abbattimento dello scheletro abbandonato. Purtroppo sotto la spiaggia che era stata ripulita dal Comune per uso pubblico sono stati ritrovati sversamenti di amianto. Si dovrebbe ripulire la pineta, di cui hanno fatto scempio gli edifici abusivi e che oggi è considerata una discarica a cielo aperto. Poi c’è la Circum-lago da oltre tre anni inagibile poiché una parte è sprofondata. Nonostante le nostre segnalazioni a tutti gli organi competenti fin ora non c’è stato un intervento. Se restituita alla collettività costituirebbe il punto di partenza per il rilancio di tutta l’area».
IL LAGO PATRIA E LO STADIO DEL REMO- All’appello dell’Eco che segnala le attrattive da valorizzare della zona costiera il Sindaco Pozziello da risposte trasparenti a partire dalla dichiarazione scritta il mese scorso sulla sua pagina face book in seguito alla decisione di De Luca di disputare le gare di canottaggio per le Universiadi a Lago Patria: «il Presidente De Luca ha accettato la proposta giunta dall’amministrazione di Giugliano. La conseguenza immediata, sarà quella di convogliare sul Lago e sul nostro territorio costiero consistenti risorse per la riqualificazione ed il potenziamento delle infrastrutture».
Chiedendogli un chiarimento sugli interventi specifici e le risorse da mettere in campo il Sindaco risponde: «la parte della Circumlago che è crollata fin ora non è stata ancora recuperata per eccesso di ribasso della gara, ma è stato confermato il finanziamento il progetto per il rifacimento totale di 8,5 milioni di euro, c’è dietro l’impegno di De Luca e di De Magistris. Si è mossa la macchina e stanno ripartendo con l’iter degli espropri cui dovrà seguire la variante al piano regolatore che prevede l’ampliamento di un tratto per fare la pista ciclabile e creare aree sosta per il birdwatching. Stiamo verificando anche di prendere direttamente in gestione lo stadio del Remo».
IL MARE NEGATO- Altro passo fondamentale per la rivalutazione di tutta l’area è rendere praticabile e ripensare il litorale attraverso il Piano Regolatore. «Dopo decenni di abusi edilizi, il Comune vedrà il suo piano regolatore: con l’assessore Caputi abbiamo provato a dare impulso al lavoro dei tecnici stiamo cercando di occuparcene dopo l’evento tragico della morte di uno degli architetti a cui era stato affidato. Abbiamo varato a fine 2015 una delibera con cui abbiamo dato agli uffici il mandato di costruire un ufficio di piano che dovrà affiancare il tecnico incaricato della realizzazione del Piano Urbano Comunale in parallelo con il progetto regionale di ridisegnare un intero tratto di litorale per creare una passeggiata sul lungomare. Inizialmente utilizzeremo il Puc come strumento strategico di ripensamento della litoranea per liberarla dal degrado, in particolare nel tratto da via Licola mare fino a piazza Cristoforo Colombo, cercando di risolvere il problema irrisolto e pressoché irrisolvibile degli abusi sulle aree demaniali. Tra spiagge e pineta c’è un ginepraio di abusi, richieste di condono, di lidi sotto sequestro penale, contratti scaduti e poi rinnovati da parte dell’ex ONC (Opera Nazionale Combattenti), abusi edilizi reiterati, immobili realizzati su terreni proprietà demaniale. In molti casi si ha l’impressione di una spiaggia non libera poiché ci sono i parcheggi abusivi a impedire l’accesso diretto. Sono tutti problemi che stiamo affrontando con gli urbanisti e di amministrativisti perché è difficile districarsi, mentre per le spiagge è necessaria una ridefinizione di parte di demanio marittimo. Per quanto riguarda gli abusi edilizi costruiti nella pineta e in zone con particolari vincoli c’è una serie di immobili mai condonabili che pensiamo di confiscare e riutilizzare per finalità sociali, là dove l’abbattimento fosse troppo oneroso». Segno importante della lotta agli abusi di potere è il riutilizzo sociale di una Villa degli Zagaria con 10.000 mq di terreno a Varcaturo nella zona di via Madonna del Pantano. Sequestrata 3 anni fa, il Comune di Giugliano la trasformerà nel primo parco pubblico della zona litoranea. «La zona verde sarà presto fruibile- spiega l’assessore Rimoli- : saranno lasciate le piante decennali che hanno un grande valore e verranno ripristinati i sentieri, la casa sarà poi col tempo ristrutturata e adibita a uffici comunali visto che sulla fascia litoranea c’è una carenza di uffici e attualmente i cittadini sono obbligati a recarsi al centro di Giugliano che dista 13 km per incontrare l’amministrazione».
di Alessandra del Giudice
20 Mag, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA – Nei libri in cui viene menzionato il mare nel titolo c’è sempre qualcosa di sommerso, un significato latente che torna a galla fra le onde di ogni pagina, che affonda il lettore per poi riportarlo a riva. Accade, per esempio, ne “Il mare non bagna Napoli” di Anna Maria Ortese, raccolta di novelle assai diversa dal libro di cui si scrive qui, ma simile per l’intensità della scrittura, per il viaggio struggente che di racconto in racconto mostra il volto di una realtà pietosa, a dir poco tremenda. E accade, appunto, in “Da questa parte del mare” (Einaudi) di Gianmaria Testa – cantautore prematuramente scomparso il 30 Marzo a causa di un cancro – pubblicato postumo, a dieci anni di distanza dal disco omonimo.
FRAMMENTI DI VITA – “Da questa parte del mare” è una piccola, ma significativa traversata fra le migrazioni umane, contemporanee, dolorosamente attuali nel loro incessante ritmo di morte, speranza, addio. Una traversata fatta non solo di storie, ma anche di canzoni dal sapore placido, affascinanti nella loro leggerezza che di drammatico non ha niente eppure, colpiscono e si attaccano al corpo, come un leitmotiv incessante, dall’indiscutibile purezza malinconica. Gianmaria Testa racconta frammenti del suo passato, incontri con migranti, minoranze che in un modo o nell’altro gli hanno cambiato la vita, l’hanno ispirato. In cento pagine si ripercorre un cammino mosso dalla disperazione, quella «di chi non ha più niente da perdere». Ne è un esempio Babasunde Nkemdilin, venditore di tappeti venuto dall’Africa che tutti chiamano Abdul, o addirittura Abdel. Babasunde ha perso il suo nome, la sua identità, «il primo elemento ufficiale e privato che contraddistingue la vita di ognuno e ci rende unici e riconoscibili fra gli altri». Testa riflette sullo sguardo povero e impaurito nei confronti del fenomeno delle migrazioni: quello che ha offuscato la mente di chi ha dimenticato che fino a poche generazioni or sono, anche i nostri partivano per approdare negli stessi ambienti duri, inospitali. Corsi e ricorsi storici che non hanno lasciato niente, se non l’indifferenza, l’oblio: «perché un nome è perduto per sempre, se nessuno lo chiama». Perché un nome può essere non conosciuto, ma ciò non significa che un volto non rimanga impresso nella memoria: Tino, sbarcato a Lampedusa, ricorderà una sola cosa del calvario in mare dall’Africa all’isola siciliana. Ricorderà gli occhi di una donna che gli hanno trasmesso pazienza, pace, serenità nel gelo di un peschereccio perso in mezzo alle acque, e «la sua mano fredda e tremante mentre» oramai salvi l’aiutava «a scendere a riva».
UN LIBRO-SPECCHIO – Un pensiero rivolto all’altro, quello di Gianmaria Testa, ma anche alla sua storia personale: l’infanzia in un piccolo paese dall’indirizzo difficilmente localizzabile; la moglie Paola e una madre «la cui porta di casa è costantemente aperta»; gli anni passati nelle ferrovie dello Stato, lavoro abbandonato per dedicarsi alla più grande delle sue passioni, la musica. Un libro-specchio, in definitiva, che racconta l’autore e le sue vicissitudini, gli incontri fatti, le opinioni sull’amore, sulla bellezza, come sono nate le canzoni divenute famose in Francia prima e in Italia poi. Poesie in forma di nota, avvolgenti come una chiave di sol: Cielo di stelle, cielo color del mare / tu sei lo stesso cielo del mio casolare / portami in sogno verso la patria mia / portale un cuor che muore di nostalgia /
di Francesca Coppola
20 Mag, 2016 | Bandi e opportunità, Graduatorie bandi, News dal Csv
Disponibili gli esiti della prima fase del Bando Infanzia, Prima, volto a individuare e sperimentare risposte nuove all’investimento a favore dei bambini di 0-6 anni, in particolare di quelli in stato di povertà. Sono 16 le idee progettuali ammesse alla seconda fase.
Il Bando, promosso da Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione CON IL SUD, con l’accompagnamento scientifico di Fondazione Zancan e in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, proseguirà con una seconda fase (scadenza 18 luglio ore 15) che consentirà agli enti promotori delle idee selezionate di mettere a punto tutti i dettagli della sperimentazione che intendono proporre nell’ambito del bando.
Scarica il file
Bando_infanzia_prima_esiti_i_fase
18 Mag, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Sono circa 60.000 gli abitanti “intermittenti” che abitano la fascia costiera di uno dei Comuni geograficamente e demograficamente più grandi d’Italia: Giugliano, che con 124 mila residenti è il Comune non capoluogo di provincia più popoloso della Campania. Le frazioni costiere di Lago Patria, Varcaturo e Licola distano circa 13 km da Giugliano città e confinano a nord con la provincia di Caserta e a sud con Pozzuoli. Si tratta di un territorio privo di un’identità storica, dove l’urbanizzazione massiccia e disordinata si è realizzata negli anni ’70-’80 ad opera di napoletani che inseguendo il sogno della villetta con giardino si sono trasferiti dalla città nei parchi “dormitorio”. Nonostante siano passati quasi 50 anni dall’inizio dell’urbanizzazione il litorale è ancora una bellissima cornice priva di un quadro definito, tanto che in molti dopo alcuni anni tornano in città rivendendo o affittando la casa “in campagna”. Oltre che da napoletani, la popolazione è costituita da ucraini e polacchi che lavorano come giardinieri, badanti o raccoglitori nei campi, nonché dai dipendenti della Nato.
Più volte in passato, stanchi della assenza delle istituzioni, i cittadini della fascia costiera hanno pensato alla separazione da Giugliano, soluzione inappropriata secondo l’assessore alla fascia costiera Carla Rimoli, (eletta, con la nuova Giunta, a luglio 2015) che preside un tavolo inter-assessoriale che affronta i vari temi politici declinati sulla fascia costiera. “Nel momento in cui c’è una linea per accorpare le Province- dice Rimoli- non avrebbe senso, anche perché la zona è un quartiere dormitorio, non ha attività produttive proprie e per questo non si è creata un’identità sociale definita. Io che abito qui da trent’anni posso dire che non c’è mai stata un’attenzione particolare da parte delle amministrazioni di qualsiasi parte politica fossero, non c’è mai stato nessuno che abbia guardato al di là del proprio naso e che si sia reso conto delle potenzialità della zona nonché dei problemi. La nuova amministrazione dunque, dopo tre anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose, si propone un’inversione di tendenza. Antonio Pozziello, sindaco di Giugliano considera il litorale una priorità. “Per la prima volta il bilancio comunale inverte le percentuali di spesa. Con i fondi comunali abbiamo stanziato nel piano triennale il 58% dei fondi per opere su zona costiera, con il piano comunale di valorizzazione dei beni comunali da dismettere arriveremo all’85%; con una media ponderata siamo ben oltre il 60% di fondi spesi in zona. Utilizzando la doppia occasione irripetibile del Piano Urbanistico Comunale e dei Fondi Europei Regionali per lo Sviluppo2014-2020, che negli anni a seguire non vedremo più, vogliamo cominciare a costruire la città Domizia provando ad assicurare quel minimo di servizi e infrastrutture necessari per poi immaginare quale vocazione sviluppare, strategica e turistica, tale da rendere la zona appetibile agli interventi dei privati”.
Il lavoro da compiere appare titanico. Licola, Varcaturo e Licola appaiono sulla carta geografica tre centri urbani disordinati sorti in modo per lo più abusivo a cavallo di tre arterie principali. A fare a pugni con i parchi con ville con giardino e piscina la mancanza di fogne, i frequenti allagamenti, l’assenza di un Pronto soccorso nonché di piazze, parchi pubblici e trasporti efficienti.
Tra mancanza di un’identità e il degrado sociale. “Uno dei problemi per cui il territorio non decolla è che non si crea un senso di appartenenza. Le persone che arrivano entusiasmate da quello che potrebbe essere lo sviluppo del territorio, dopo un certo numero di anni si rendono conto che nulla è stato fatto e tornano da dove sono venute, ecco perché non riescono a legarsi al posto. Dal’insoddisfazione degli abitanti dei parchi dormitorio di Lago Patria e Varcaturo si passa alla situazione drammatica di Licola Mare, dove le abitazioni decadenti fanno da specchio al fortissimo degrado sociale, anche determinato dal fatto che l’area è amministrata a metà da Giugliano e a metà da Pozzuoli. Io stessa ho creato e gestito per 10 anni un centro polivalente patrocinato dal Comune di Giugliano che si occupava soprattutto di minori, ma poiché lo stabile era pericolante, il centro si è spostato a Varcaturo e si è trasformato in struttura per anziani. Soprattutto a Licola Mare è diffusa la violenza sulle donne; in qualità di assessore con delega anche alle pari opportunità presto aprirò un centro antiviolenza in una struttura confiscata alla criminalità a Giugliano centro, ma ho intenzione di crearne un secondo proprio in zona costiera. Bisognerebbe fare in modo che le persone che ci abitano stiano bene nel territorio a partire da luoghi di aggregazione. Per questo stiamo pensando a modifiche urbanistiche che si traducano in miglioramenti sociali: a Lago Patria si pensa di realizzare una piazzetta nell’area antistante gli Scavi di Liternum; a gennaio, a Varcaturo è stata inaugurata la piazza di San Luca e a breve sarà realizzato un parco giochi per bambini nella ex area ecologica a via Ripuaria; a Licola Mare stiamo pensando di organizzare una serie di eventi a piazza Cristoforo Colombo”, chiarisce l’assessore alla fascia costiera Carla Rimoli.
A causa della mancanza di un’ identità collettiva l’associazionismo sulla fascia litoranea è raro, tuttavia negli ultimi anni a riunire piccoli gruppi di cittadini è stata la difesa dell’Ambiente. Una delle realtà più attive è L’ECO (ecologia, controllo e operatività) della fascia costiera capitanata dalla battagliera Lucia De Cicco critica sull’attuale amministrazione: “Pensavamo fosse amore, invece. L’assessore alla fascia costiera lo è su carta, ma paradossalmente non abbiamo un punto dove incontrarla. Se in campagna elettorale la giunta eletta a giugno 2015 sembrava molto attenta alla fascia costiera, per ora viviamo di parole e continuiamo a fare presente i nostri bisogni: resta il diritto del cittadino di essere ascoltato. Intanto paghiamo le tasse più salate del Comune poiché viviamo in un’area residenziale dove le imposte sulle abitazioni sono più alte, a fronte della mancanza dei servizi essenziali, di essere cittadini di serie B”.
di Alessandra del Giudice
18 Mag, 2016 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Si chiama “Magnà, gli ingredienti giusti” ed è un progetto artistico e di consapevolezza alimentare nato, quasi 2 anni fa, in una delle associazioni che operano nel Rione Sanità, la Casa dei Cristallini. Lentamente, quello che inizialmente era un laboratorio riservato all’educativa, diventa un vero e proprio progetto che, con il passar del tempo, inizia ad attrarre l’interesse di chef e imprenditori del food. Così, “Magnà, gli ingredienti giusti”, diventa un modo per finanziare le attività dell’associazione, una sorta di autofinanziamento: gli elaborati dei piccoli che frequentano la Casa dei Cristallini, diventano materiale per la creazione di packaging per prodotti alimentari, cartoni per pizza, tovaglie per ristoranti ed etichette per bottiglie di vino. Le prime “commesse”, attualmente in fase di elaborazione, sono arrivate da pizzerie, pasticcerie e ristoranti. Agli imprenditori del food e ai ristoratori piace l’idea che un gruppo di bambini crei per un loro prodotto un packaging unico. Il prossimo banco di prova è fissato per venerdì 20, quando alcuni degli elaborati dei bambini saranno esposti nel chiostro della basilica della Sanità. Una mostra unica, che prende il nome del progetto “Magnà, gli ingredienti giusti”, inserita all’interno dell’ampio cartellone di “Wine&Thecity”, che comprende anche la vista alle suggestive catacombe di san Gaudioso. Il ricavato della serata sarà devoluto a la Casa dei Cristallini L’appuntamento è dalle ore 18 con arte, vino, solidarietà e cultura, al Rione Sanità.
di F.G.