Play for change: lo sport contro la dispersione scolastica

Play for change: lo sport contro la dispersione scolastica

PLAY FOR CHANGE – Napoli è un progetto della Fondazione Milan che nasce con l’obiettivo di offrire ai ragazzi spazi e momenti dove poter essere sostenuti ed accompagnati nel percorso scolastico e nel proprio percorso di crescita, attraverso modelli positivi di socialità.
Il progetto si rivolge al territorio partenopeo creando occasioni di formazione e incontro sia per i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida che hanno già scontato un terzo della loro pena e hanno avuto il permesso per frequentare corsi di formazione professionale fuori dal carcere; sia per coetanei a rischio dispersione scolastica segnalati dalle reti territoriali e dai servizi di zona.
La realizzazione di iniziative che mettano in contatto l’ambiente esterno con la realtà carceraria favorisce il superamento della reciproca diffidenza e la creazione di un rapporto solidale tra società e detenuti, nella convinzione che completando un percorso educativo e formativo insieme, i ragazzi possano rinascere e crescere come cittadini.

15 ragazzi sono già stati selezionati e sono stati inseriti in un percorso di “Insegnamento della tecnica calcistica giovanile e Gestione delle dinamiche relazionali di uno sport di squadra” con l’obiettivo di far acquisire loro competenze tecniche e relazionali per gestire in autonomia le squadre dei bambini più piccoli.

Partendo dall’osservazione delle squadre iscritte alla SSD Europa, associazione sportiva partner, i ragazzi vengono formati in aula (sulle parti tecniche e tattiche) e sul campo (sulla gestione delle dinamiche relazionali), fino ad affiancare un allenatore nella preparazione e nell’allenamento per il campionato dei piccini.

Accompagnati da uno psicologo e un educatore, attraverso l’allenamento motivazionale i ragazzi acquisiscono maggiore fiducia in se stessi, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse. Si insegnano loro gli elementi di base della comunicazione in campo e li si guida ad osservare come i bambini gestiscono le emozioni e quali siano le differenze cognitive e relazionali per fasce d’età. Ancora meglio, si rafforzano le abilità di base, l’autonomia e l’autostima.

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