Disability Card: così si garantisce l’accessibilità in Italia e in Europa

Disability Card: così si garantisce l’accessibilità in Italia e in Europa

L’Europa apre le porte e abbatte le barriere, favorendo l’accesso a trasporti, cinema, sport, cultura e svago ai cittadini con disabilità. E’ questa l’idea della Disability Card UE un progetto di inclusione che nasce da lontano: Parlamento europeo e Consiglio, approvando nel dicembre 2013 il Regolamento n. 1381/2013, hanno istituito uno specifico Programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” per il periodo 2014-2020. Per garantirne l’attuazione, soprattutto per la parte della promozione dei diritti delle persone con disabilità, a Bruxelles la Direzione Generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione Europea ha rappresentato il fulcro per la realizzazione della UE Disability Card coinvolgendo Associazioni e istituzioni in tutta Europa.

La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), in partenariato con la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), è titolare dell’attuazione del progetto, con il Ministero del Lavoro in veste di sponsor dell’iniziativa in qualità di Autorità nazionale rilevante in materia di disabilità.

In questi mesi la FISH ha condotto una rilevazione propedeutica al progetto per tentare da un lato di descrivere i benefit più diffusi e i percorsi adottati per riconoscerli, dall’altro per iniziare, assieme a tutti i partner, a delineare il funzionamento e le opportunità della Card europea, le ricadute pratiche, le necessità operative. È stato anche realizzato uno specifico sito (www.disabilitycard.it) che restituisce il quadro generale dell’avanzamento dei lavori.

La “Disability Card” permetterà alle persone con disabilità un accesso facilitato a tutti i servizi nei paesi che hanno aderito al progetto: finora Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Italia, Malta, Slovenia e Romania. Agevolazioni e benefici sono previsti nel sistema dei trasporto e nelle proposte di carattere culturale, sportivo e ricreativo, mentre l’unificazione dei criteri e delle modalità di accesso semplificherà la vita ai cittadini europei con disabilità ma anche alle amministrazioni pubbliche e private dei servizi coinvolti, rappresentando probabilmente anche un fattore di attrazione turistica.

Per saperne di più www.fishonlus.it